Idee su “Due minuti a mezzanotte”, di Alex Girola e parecchi altri

*Attenzione: articolo impregnato di odiosi termini anglosassoni, che sicuramente precluderanno la comprensione ai più e mi porteranno alla ghigliottina per scarso patriottismo. ‘Ttenti.*

Leggete blog come Minuetto Express, Plutonia Experiment o strategie evolutive? Allora sapete che otto mesi e mezzo fa McNab, sempre sia lodato, ha dato inizio a una round robin da cui questo post prende il titolo. Cos’è una round robin? Una storia scritta da persone diverse. Nel nostro caso ogni partecipante ha scritto uno solo dei trentaquattro capitoli, in un dispiegamento di forze impressionante. Senza contare i trentasette (finora) spin-off, di cui uno in una decina di puntate.

D’accordo, roba grossa, ma che è? Fantascienza. Fantascienza supereroistica.

Ah, non fate quella faccia da “Ma chi li sopporta più i supereroi, sono dappertutto! Come i vampiri!”. Credo di averlo pensato anch’io, e anche adesso non amo i superpoteri, ma un po’ più di prima sì.

Anzitutto, il progetto ha il suo sito web, dal quale si può scaricare l’ebook gratuito ed essere reindirizzati all’elenco aggiornato dei relativi spin-off. In secondo luogo, si svolge nel 2013, a queste condizioni:

  • Nel 1973 la guerra del Kippur ha causato una crisi energetica; il portoricano Hal Salazar scopre la Teleforce a partire dagli studi di Tesla. Questa nuova fonte di energia emette radiazioni che generano mutazioni genetiche negli operai delle otto centrali: nascono centosessanta supereroi in tre continenti diversi. Dopodiché “il processo s’interrompe all’improvviso, lasciando le centrali non più operative e senza più capacità di produrre ulteriore Teleforce”, forse per un sabotaggio dello stesso Salazar, e le varie Nazioni fanno a botte per accaparrarsi i servizi dei superuomini che non si danno alla criminalità.
  • San Juan, città natale dell’imprenditore, è ora una metropoli occidentale conosciuta come Admiral City. Ospita lo START, ossia il gruppo di Super definito come il cane da guardia del presidente Romney (!). Esso ha il compito di impedire nuove sperimentazioni di energia come quella del ’73, e nel mentre si ricicla come squadra d’intervento straordinario in tutto il mondo.
  • Dopo lo smembramento dell’URSS è nata la Repubblica Socialista di Ucraina e Bielorussia, inoffensiva per quant’è povera, ma ancora provvista di qualche deliziosa testata nucleare.
  • È possibile che l’India abbia una sua stirpe segreta di Super, nata dall’ingegneria genetica.
  • Il sostituto di Mubarak in Egitto è Wael Ghaly, un Super.
  • La Grecia è in default e ha richiesto una missione di pace dell’UE per sedare i disordini civili.
  • Bruxelles ospita il blocco europeo di Super, Fortress Europe.

Quello che mi dispiace è che ben poco del materiale messo a disposizione da McNab sia stato sfruttato. Anzi, gran parte delle informazioni qui sopra è stata del tutto ignorata. Non che manchi l’azione, ma a mio avviso la faccenda dell’India che si trova in condizioni di opporsi a Stati Uniti ed Europa era interessante. Ma, a parte i borbottii di chi non ha partecipato, bisogna dire che ci sono stati dei lampi di eccellenza. Eccone una rassegna.

Capitolo 4, di Massimo Mazzoni. Di gran lunga quello che mi è rimasto più impresso: introduce Alexsej mentre partecipa a un rave e prova a farsi una drogata dai capelli rosa, invano. “Sono Stakanov, e posso ballare con te fino a domattina”,  è quello che dice sia a lei che alle orde di gommosi che abbatte – cercando nel frattempo di rimorchiare una giornalista, con la scusa di esserle caduto accanto. Non ha nessun potere strambo, solo corre velocissimo e resiste un sacco alla fatica. Il classico badass, nonché il mio genere di personaggio.

Capitolo 7, di Davide Mana. Garanzia di qualità, per quanto mi riguarda. Crea il personaggio di Rebel Yell, supereroe di prima generazione che s’infiltra fino nell’ufficio di Mr. President (Tu dovresti essere morto“, dice Romney) e lo smaschera: vuole sfruttare la concentrazione di Super ad Admiral City per farli fuori. Rebel è un supervisore, non vuole partecipare alla lotta contro Mezzanotte, bensì assicurarsi che gli eroi se la sbrighino senza interferenze dei normali. Vista la parte ininfluente dedicatagli dagli altri scrittori, l’autore gli ha riservato degli spin-off sul proprio blog… che sono materiale per il prossimo articolo.

Capitolo 12, di Ferruccio Gianola. Parte col Punto di Vista del Golem Sniper, il robot cecchino. Grazie a un’infezione di sistema a opera di Mezzanotte, è in grado di pensare. Prima di tutto, lo trova piacevole (si vede che non è umano), poi impara a capire le emozioni degli esseri che lo circondano analizzandone il sudore. Però alle domande di Alexsej risponde solo con “Sono un cecchino!”, e quando lui gli mostra una coccinella, non la riconosce.

Capitolo 24, di Gherardo Psicopompo. È brillante perché risolve l’annosa questione del “L’amico della natura deve essere decisivo per il lieto fine, ma a che serve far crescere in fretta le piante di basilico per sconfiggere i cattivi?”. Eddie, infatti, ha il potere di accelerare la crescita dei vegetali. Alla fine si scopre che si tratta di un potere più ampio: modificare l’essenza delle cose. Lo scopre tenendo in mano l’orecchino di Bonnie (che giace con l’orecchio opportunamente maciullato) e vedendolo trasformarsi in rana. Due secondi dopo le sue scarpe sono ghiande e un bottone una mosca. Questa soluzione sarà poi perfezionata al Capitolo 28.

Capitolo 25, di Valerio Villa. Una delle scene più suggestive. Nel pieno di un combattimento il Golem Heavy…

[…] si portò a distanza di tiro. Delle punte metalliche fuoriuscirono all’altezza del polpaccio ancorandolo a terra, mentre dalla schiena si prolungarono due aste che si conficcarono a loro volta nell’asfalto.

Puntò i mitragliatori a impulsi verso il nemico e fece fuoco. La cadenza di tiro era tre volte superiore a quella usata contro i corazzati, ma allo stesso tempo gli ancoraggi stabilizzarono i colpi.

Boh, io sono molto entusiasmata da queste cose.

Capitolo 28, di Nicola Parisi. Il povero Eddie “Prezzemolino”, bistrattato un po’ da tutti, spacca un detrito sulla fronte di Starcrusher:

«Ma che cazzo credi di fare? Credi che basti questo per farmi male?» [Va bene, ma adesso non t’arrabbiare…]

«Credo di averti appena ammazzato. Non con la pietra, no. Quella è stata solo una divertente aggiunta, vedi, ho appena scoperto che mi basta toccare le cose per trasformarle, e si dà il caso che ti abbia appena toccato.»

E si concede persino un ciao ciao con la mano, prima che radici di quercia escano dalle orbite di Starcrusher e le sue dita si trasformino in fiorellini.

C’è persino il conflitto: la sua amata Bonnie (Boner: ha il potere di calcificare in fretta le ossa, ad esempio creandosi una corazza o facendosi crescere delle protuberanze appuntite sulle nocche. Ho sognato di essere lei per prendere a pugni qualcuno, sigh) sembra più debole del solito, ed è colpa di Eddie. Infatti il suo potere agisce prosciugando le forze di chi gli sta accanto, quindi non hanno un gran futuro insieme.

Noto che i capitoli migliori sono concentrati all’inizio e alla fine del libro. Ne consegue che, per fortuna, fra gli autori c’è stata una gerarchia – i primi passi sono i più belli da scrivere, gli ultimi i più difficili. Così i danni causati dai meno esperti sono stati confinati fra il dodicesimo e il ventiquattresimo capitolo e risolti, quasi tutti, in chiusura. E ora ci devo mettere un “a mio parere”, sennò sembra che voglia insultare i meno esperti. In ogni caso, qualche problema c’è stato, ed è bello riconoscere la ginnastica che hanno fatto gli autori per mettere ordine nel caos che hanno trovato.

Insomma, esperimento riuscito.

Concludo con un capoverso delle FAQ del progetto.

Che succederà se i soliti noti verranno a dirci che siamo delle capre tibetane che raccontano e non mostrano, che scriviamo ‘demmerda, che dobbiamo morire male?

Li prenderemo a calci nel culo. Nessuna pietà per i troll, mai.

(Però alla fine hanno quasi tutti mostrato e non raccontato, tiè.)

P.S.: Ovviamente questo articolo è datato 23:58 del 21/12/12.

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6 thoughts on “Idee su “Due minuti a mezzanotte”, di Alex Girola e parecchi altri

    • No, infatti ho scoperto l’acqua calda, solo che non me lo sarei aspettato da McNab. Comunque nessuno di quelli che potrebbero adirarsi bazzica questo circolo, ne sono consapevole. ^_^
      (Detto da ragazza a ragazza, ti preferisco come bambola! 😛 )

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      • Visto quello che successe a suo tempo per l’antologia critica da Zwei, forse meglio così. Per il resto, anche io mi preferisco original, dopotutto.

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  1. Salve Amnell, sono l’agente del signor Alexsej Stakanov, il mio assistito la ringrazia sentitamente per il gradimento accordatogli. Con la presente le ricordo che può trovare due suoi spin off, che raccontano le sue prime avventure a cavallo degli anni ’70 e ’80, sul blog del suo autore: http://cose-morte.blogspot.com.
    A parte gli scherzi! Son contento che ti sia piaciuta la Round Robin e in particolar modo il mio Super russo!! Attestazioni come la tua sono il sale per chiunque batta sui tasti!!

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