Idee da “Howl’s Moving Castle”, di Diana Wynne Jones

I’m a coward. Only way I can do something this frightening is to tell myself I’m not doing it!

Prima ho visto l’anime omonimo e poi, sull’onda dell’entusiasmo, ho scoperto che il libro da cui era tratto era il primo di una saga, che avrei dovuto leggere in inglese. Di conseguenza, sono andata in depressione. Passato un istante – circa ventiquattr’ore – di tragica teatralità (o teatrale tragicità), ho infine cominciato a leggere di questo Howl. E ho fatto proprio bene.

Ora, se cercate l’autrice su Wikipedia, vi viene detto che è stata paragonata a Tolkien e Rowling. Intanto che io supero lo shock per tale accostamento, diciamoci un paio di cose su Howl come personaggio. Partiamo da questo:

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Howl.600.150229Oh, ma non è incantevole? Beh, non è lo stesso del libro.

Se nel film d’animazione il mago appare subito come il classico Buono, che salva la diciottenne Sophie da due brutti ceffi e la ospita nel suo castello errante, qui è lui il brutto ceffo che tenta di adescarla per strada, e quando lei s’imbuca a casa sua con l’aspetto di una novantenne Howl nemmeno le parla. E poi, si ubriaca:

«Go to bed, you fool», Calcifer [il demone che fa muovere il castello] said sleepily. «You’re drunk.»

«Who, me?» said Howl. «I assure you, my friends, that I am cone sold stober.» He got up and stalked upstairs, feeling for the wall as if he thought it might escape him unless he kept in touch with it. His bedroom door did escape him. «What a lie that was!», Howl remarked as he walked into the wall. «My shining dishonesty will be the salvation of me.»

Ancora, una delle prove più terribili che il nostro deve affrontare è un raffreddore. Sentendosi in punto di morte, prima dichiara: «I’m going to bed, where I may die.» Poi, sentendosi trascurato, si dà tanto da fare a tossire, starnutire e rantolare che Sophie va a sentire cosa vuole… al che:

«I’m dying of boredom», Howl said pathetically. «Or maybe just dying.»

Nulla di tutto ciò, la parte migliore, appare nel film.

Capitolo 20: durante la battaglia decisiva tra lo stesso Howl e la Strega delle Lande, che ha privato Sophie della sua giovinezza, i due contendenti scompaiono in una nuvola. Le donne, per nulla preoccupate, ne approfittano per pulirgli la stanza. È un motivo che si ripete spesso, quello di Sophie che fa infuriare Howl con la sua mania di riassettare, tanto che la donna si merita la fama di disgrazia naturale e ficcanaso:

«Nothing is safe from you. If I were to court a girl who lived on an iceberg in the middle of the ocean, sooner or later— probably sooner— I’d look up to see you swooping overhead on a broomstick. In fact, by now I’d be disappointed in you if I didn’t see you.»

Per non parlare della scena, in parte presente anche nel film, in cui Howl si lamenta del nuovo colore dei suoi capelli, dato che Sophie gli ha “riordinato” gli incantesimi sulla mensola del bagno:

«Dispair!» he yelled. «Anguish! Horror!»

Insomma, tutto si gioca sui dialoghi, brevissimi e sempre spiritosi, e sul personaggio del mago, che è forse il più teatrale di cui abbia mai letto. La trama non è complessa come quelle di Tolkien né banale come quelle della Rowling – perché ammettetelo, dopo metà libro si sapeva sempre come sarebbe andata a finire. Ci sono delle idee carine, come la porta che dà su quattro indirizzi diversi, uno dei quali è il Galles; e ci sono le indispensabili perle di saggezza – “Nobody can buy a hat without gossiping”, “I give up. I see no point in living if I can’t be beautiful.”.

Senza contare che il romanzo è autoconclusivo, si trova agevolmente piratato su BookFinder su Amazon.com ed è scritto in un inglese davvero accessibile. Fateci un pensiero!

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6 thoughts on “Idee da “Howl’s Moving Castle”, di Diana Wynne Jones

  1. Come mai hai deciso di leggerlo in inglese se esiste la traduzione in italiano? Anche io l’ho fatto un paio di volte, ma solo perché con la traduzione si perdeva molto…
    Comunque da dove è nata questa passione per questa saga? Io ho visto solo il film, e mi è bastato. Una storia che ho trovato banale (e poco approfondita), con scene buttate lì a caso (perché la tipa diventa giovane all’improvviso per pochi secondi e poi diventa vecchia? Sai, sono cose che non mi fanno dormire la notte 🙂 ). Tra l’altro avevo delle aspettative altissime per il film, perché avevo visto dello stesso regista La Città Incantata, che è spettacolare.
    Il anime e il libro sono davvero così belli?

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    • Per il film non posso dire nulla se non che è vero, La Città Incantata è di gran lunga migliore. È questione di gusti. Mi pare di aver letto che ti piacciono i gialli, dunque hai una mente logica: tutto deve filare. A me non interessa questo: mi metti davanti un bel disegno e quello è tutto ciò che vedo. Sono idiota 😀
      La Wynne Jones però non dà input a caso, tutto si spiega. Magari in maniera superficiale, ma ci può stare, è una serie. Immagino che la conclusione affrettata del primo libro verrà migliorata nei seguenti.
      L’ho letto in inglese perché non l’ho trovato in italiano (gratis), ma sicuramente è trovabilissima una stupenda e piratata versione ebook nella nostra lingua… giusto? D: Comunque sì, per i fantasy ho imparato a non affidarmi alle traduzioni italiane.
      Il libro è bello se non cerchi un mondo coerente – non saprai mai nulla sulla sua magia, non vedrai mai combattimenti all’ultimo sangue né insomma il realismo -, ma se semplicemente vuoi una storia ironica e a suo modo ben scritta (niente inforigurgito, ad esempio… io ho baciato il suolo *-*). Quindi no, quanto a spessore non ce n’è. Direi che sia più simile a una serie di gag che a un romanzo, pur con la sua vicenda e un paio di sottotrame, che non sono affatto in secondo piano.

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      • Sì, mi piacciono i gialli 🙂 , e non è una questione di fare in modo che tutto fili, è solo che non mi piace essere presa per i fondelli: posso benissimo abbassare la mia soglia di incredulità per due ore se il prodotto è bello, ma qualcosa di campato per aria che non ha rimandi a niente mi fa girare (in una serie televisiva che fino a poco tempo fa adoravo, un giallo, non mi facevo scrupolo se la spiegazione per un omicidio era un po’… sopra le righe. Questo perché ho sempre avuto altro da seguire, le dinamiche dei personaggi, le battute, i rimandi ad altre serie… in questo film non era successo e quindi vedevo solo le pecche).

        Sai, io sono stata cresciuta (letteralmente) da una tata artista, che mi insegnato che i prodotti giapponesi, in quanto a disegni, non sono niente di che. Lei riusciva a fare di meglio in dieci secondi (giuro, ho ancora i disegni in giro per casa! Fa delle robe assurde). Quindi io non riesco mai a perdermi in un disegno, purtroppo. E’ un mio deficit.

        Da quello che ho capito il libro non è così superficiale, quindi le mie critiche si fermano solo al film!

        In quanto alle traduzioni italiane: se potessi leggerei tutto in lingua originale ma a) ho il terrore di disimparare l’italiano, dopo anni di studio dei verbi e analisi logiche e b) mi incazzo ad ogni parola che non conosco.
        Ebbene sì, anche questo è un mio deficit: mi incazzo spesso!

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      • Dico subito che condivido la tua fobia e che è del tutto giustificata: da un mese mi trovo a leggere solo in lingua originale e già parlo come una bambina di tre anni…
        Infine, ribadisco che io di disegni non so nulla: ne faccio parecchi per hobby e tutto quello che è migliore dei miei mi colpisce. Non ci vuole molto 😀 Infatti quello del Castello Errante è uno dei più belli che abbia mai visto.

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  2. Commento spazzatura: se The One Who Danced in Minefields mai leggesse qui, gli comunico che:
    – il suo blog mi sta impedendo di commentare;
    – ho perso una dozzina di commenti nel vano tentativo di risolvere il problema;
    – sto uscendo di testa per il nervosismo e mi sta venendo la sindrome da tunnel carpale;
    – deve proprio approntare un qualche indirizzo mail per il supporto clienti, così da raccogliere i disperati dai problemi cronici come la sottoscritta.
    Passaparola 😀

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