Segnalazione: “Quattro chiacchiere con… Germano Greco (Hell)”

Ecco l’intervista del Narratore a un blogger che ammiro per la sua personalità, sebbene ciò di cui parla non collimi coi miei interessi. La linko per correggere un mio tiro di quest’autunno.

Qui avevo voluto dire la mia su parte della questione dei blog e, causa assenza di una connessione a internet, avevo lasciato cadere il discorso troppo presto. Ora nell’intervista trovo scritto (grassetto mio):

Bloggare, un altro tema che ultimamente scotta un po’…

Quanto valuti la tua esperienza in questo campo? A volte ti ho sentito dire che la voglia veniva meno, ma anche se spesso hai dato idea di voler abbandonare il tuo blog, sei sempre tornato sui tuoi passi.
Credi ci sia futuro per questo mezzo di informazione, soprattutto per quanto riguarda farlo nel nostro paese?
Non c’è futuro, soprattutto se l’opposizione arriva anche dai colleghi, blogger a loro volta, che reputano il loro blog una forma di cazzeggio e nient’altro.
Anche qui, inutile stare a discutere, specie se, come in questo caso, le posizioni sono antitetiche e non destinate a incontrarsi.
Sul mio blog ho investito tempo, risorse e energie: reputo di aver creato un posto interessante, per argomenti e per il modo in cui vengono trattati. Mi piacerebbe ottenere un ricavo da ciò, in pratica trasformarlo in un lavoro redditizio. Altrove questa cosa è comunemente accettata, qui invece siamo nel paese del “non si può” e dei sorrisetti del cazzo, di quelli che ti vogliono commiserare, quasi si stesse parlando di fesserie.
Non ho la pretesa di convincere nessuno. E soprattutto non sto qui ad aspettare l’approvazione di nessuno. Vado per la mia strada, che parla inglese.
Non ho la certezza di riuscire, ma preferisco fallire nel tentativo.
Dunque, da un lato ci sono gli scrittori che rivendicano la loro funzione sociale di onesti critici e giornalisti, e dall’altro quelli che tengono un sito tanto per fare, opponendosi alle legittime speranze di retribuzione dei primi. Io, che non c’entro un tubo caramellato, mi inserisco in tutto ciò perché nel mio articolo ero convinta di aver scritto semplicemente il motivo per cui non mi farei pagare, mentre evidentemente non sono stata chiara… dato che ancora mi sputano addosso. 😀
Forse l’uso della prima persona aiuta. Una volta per tutte, dunque, ripeto che a me sta benissimo che i blogger si vogliano far pagare, purché poi non vadano in giro a lamentarsi del fatto che i più piccoletti, tipo la sottoscritta, mandano tutto in baruffa perché credono che scrivere articoli non sia una professione. Insomma, dipende da come ci si comporta: per quello che pubblico io non è onesto chiedere nemmeno un centesimo, perché non intendo affatto lavorare, mentre per altri le cose cambiano. Basti pensare ai racconti a puntate, che in teoria valgono quanto i romanzi.
Ciò detto, spero di risparmiare abbastanza della mia “paghetta” per ricompensare degnamente gli scrittori che mi hanno tenuto compagnia quest’anno. A proposito, a breve intendo parlare degli eBook gratuiti di Davide Mana, che mi stanno piacendo moltissimo.
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