Tre volte Undici

I blogger sono gente strana: odiano le catene telefoniche e adorano le catene fra blog. È quindi con malsano piacere che partecipo a una di esse, attaccatami da Bakakura e che vede tra i suoi protagonisti nientepopodimenoché che Gherardo Psicopompo. Sono emozionata.

Prima di tutto, la parte noiosa: devo dire undici cose su me stessa. Sai che spasso.

  1. Sono terribilmente lenta nel mangiare. Temo gli inviti a pranzo perché sembra sempre che il cibo non mi piaccia. Tra l’altro, costringo i commensali ad aspettarmi tra una portata e l’altra, e ciò significa che per i malcapitati c’è uno spazio compreso tra i dieci e i venti minuti fra primo e secondo.
  2. Da qualche parte ho la Playstation 2, regalatami forse dieci anni fa e mai usata. Uno spreco cui voglio rimediare.
  3. Il motivo per cui mi piace tanto Silla è che mi riconosco nella sua abilità di dissimulatore e nella sua mancanza di scrupoli. Era una persona capace di mostrare per anni una faccia che non era la sua. Un attore nato, io credo, ha in sé il modo migliore per ottenere ciò che vuole.
  4. Nel 2006 ho vinto il campionato provinciale di marcia nella mia fascia di età, a Rimini. In quel momento sentivo che sarei diventata un’atleta di fama mondiale, poi ho abbandonato tutto.
  5. Il motivo atavico per cui serbo rancore alla letteratura italiana è che ho letto i Promessi Sposi a dieci anni, e ne sono rimasta ammorbata. Ancora non ho trovato un autore che redima Manzoni (anche se Dimitri ci va vicinissimo!).
  6. Detesto così tanto le maglie con scavo a V che, se vedo un estraneo indossarne una, lo giudico volgare a priori. Invece chiunque vesta di nero, il mio colore preferito, è a posto.
  7. I preziosi non mi affascinano, men che meno i diamanti, le perle e tutto quello che non ha un colore aggressivo. Potrei benissimo preferire un scheggia di vetro o una pietruzza sintetica.
  8. Le piante mi fanno schifo, e anche un po’ paura. Sono complessata.
  9. Ho scritto dozzine di racconti storici (spesso ucronici) e nonsense, nell’ultimo anno. Però man mano ho preso la mania di distruggere tutto pochi giorni dopo la creazione. Attualmente conservo solo un quaderno con quelle che, molto modestamente, chiamo Periochae, col compito di schematizzare contenuto, lunghezza in facciate e durata nel tempo di ogni racconto. Il resto è polvere. Lo faccio, che ci crediate o no, perché altrimenti sarei tentata di far leggere le mie schifezze in giro, pur sapendo che la strada verso la leggibilità è lunga. È una vera e propria ossessione che mi affligge da quando leggo i fantasy dei baby-autori – miei coetanei, per la miseria!
  10. Non possiedo, né ho mai indossato in pubblico, un paio di scarpe col tacco, e lo stesso dicasi per i trucchi con cui le altre brave bambine amano imbrattarsi la faccia. Conservo infatti la convinzione di non essere un mimo e mi ostino a negare di guardarmi mai allo specchio.
  11. Faccio esercizi di impassibilità. A volte a scuola mi tradisco, ma in generale mi vanto di non aver mai esibito involontariamente un’espressione arrabbiata o sconvolta.

E ora devo rispondere a undici domande di Bakakura.

  1. Se potessi trascorrere 24 ore in compagnia di un personaggio immaginario, chi sceglieresti e cosa ci faresti? Dr. House. Non credo che potrei fare un’esperienza migliore di stare accanto a una persona così entusiasmante. Per quanto assurdo, nel mio indice di gradimento è a pari merito con Silla e chilometri avanti a tutte le persone in carne e ossa che conosca. Mi piace pensare che parte delle 24 ore andrebbe spesa nel tentativo di capire chi di noi sia più misantropo, ma probabilmente sprecherei tempo a guardarlo fisso e a memorizzarne la gestualità, come faccio con tutte le persone strane. Indipendentemente dall’attore che lo interpreta nella serie TV.
  2. Qual è il tuo genere letterario preferito? Ah, boh. Leggo sempre meno romanzi, e così la palma d’oro deve andare al genere storico-biografico, perché lì sta Plutarco e Plutarco rulez.

    Il gergo vagamente metropolitano e di certo borghese tosto usato mi spinge a spezzare il ritmo dell’articolo con un’immagine di repertorio.

  3. Se potessi cancellare un evento storico qualsiasi, quale cancelleresti? Ah, questa merita una risposta argomentata! Dato che l’incarnazione di Cristo non è un evento storico, il primo che mi viene in mente è il cesaricidio. Senza di esso il Divo Giulio sarebbe partito per l’Oriente e forse la Partia sarebbe nostra (e con ‘nostra’ intendo degli antichi romani), però magari non ci sarebbe stato nemmeno un Augusto. Lo stesso dicasi per Alessandro Magno: se fosse morto di vecchiaia invece che a trentatré anni, probabilmente sarebbe una figura meno straordinaria. A questo punto sono indecisa se cancellare la nascita di Cicerone o di Dante. Famo Dante, ché almeno Cicerone è stato punito per i suoi delitti! Poveretto, non è Dante in sé il problema, ma il fatto che lo si debba studiare a scuola, come se abbia detto qualcosa di particolarmente ragionevole. Siccome ammazzare tutti i critici letterari del mondo non posso, con questa facoltà elimino il problema alla radice: via Dante, via l’interpretazione eccessiva dei posteri e via il pessimo esempio che i liceali ne traggono.
  4. Preferisci i cani o i gatti? I cani, perché i gatti scappano e i cani li ammazzano.
  5. Leggi fumetti? Se sì, quali? No, niente fumetti. Mai vista una fumetteria nella mia vita, eccezion fatta per gli stand del Festival di Lucca. Ma, anche a questo, rimedierò.
  6. Hai una credenza magica che ti fornisce scorte infinite di un dato cibo. Cosa contiene? Sciroppo di menta, anche se non è un cibo. Non so come vivrei, senza. Sennò patatine e barrette di cioccolato, che vanno mangiate rigorosamente insieme.
  7. Qual è il lavoro dei tuoi sogni? Il fisico, non importa di che tipo. Non c’è figura professionale che ammiri di più: un buon fisico non è mai noioso ed è tanto un matematico quanto un filosofo, mentre non vale il contrario. Io non sarò mai un fisico!
  8. Ebook o carta stampata? Ebook. Non pagherò mai più degli editori farabutti.
  9. La prima figuraccia (tua) che ti viene in mente? Cosa? Io non faccio figuracce!
  10. Cosa non cambieresti mai di te, per nessuna ragione al mondo? Assumendo che si richieda una qualità morale, dico l’egoismo. Esso porta tutte le caratteristiche che formano una personalità di mio gradimento: la mancanza di scrupoli, l’arroganza (cioè l’autocompiacimento, che esclude invidia e ipocrisia), l’indipendenza (e quindi l’incorruttibilità). Poi è ovvio che vada temperato, ma di per sé è un pregio.
  11. Qual è l’acquisto più stupido che hai fatto nel corso del 2012? Un vestitino nero e blu senza maniche lungo fino a venti centimetri sopra il ginocchio, stile anni ‘60. Soldi buttati.

E ora il bello: le domande le scelgo io, e a rispondere saranno i blogger che scelgo io, se ne hanno voglia.

  1. Qual è il nome più strano con cui hai chiamato un animale domestico, una cosa o una persona, magari per scherzo?
  2. Qual è la prima cosa cui pensi appena sveglio/a?
  3. Se disponessi del teletrasporto per un’ora soltanto, dove ti fionderesti?
  4. Qual è la materia scolastica che più odi/odiavi alle superiori?
  5. Hai un motto, un mantra, o qualcosa di simile che inizi per m?
  6. In cosa credi? Dio, dèi, caso, destino, Invisibile Unicorno Rosa, nulla? O magari in una qualità astratta, tipo le tue stesse capacità?
  7. Perché hai aperto un blog? E che età avevi all’epoca?
  8. Qual è la compagnia peggiore in cui potresti incappare, andando a zonzo nel mondo del tuo libro/fumetto/videogioco preferito?
  9. È questione di vita o di morte: cosa scegli fra scienza e arte?
  10. Cosa pretendi da un libro?
  11. Ora che sai com’è, oseresti mai dare inizio a una catena fra blog?

Alé! Mancano solo i due destinatari:

Topolinamarta,

The One Who Danced In Minefields.

Nel caso in cui i fortunelli siano già stati designati da altri, naturalmente, l’imperativo decade.

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5 thoughts on “Tre volte Undici

  1. Ho una domanda per te: se uno indossa una maglietta nera con scavo a V qual è la tua opinione? 🙂
    Ahhhhhh, ma scrivi!? Perché non fai leggere? Siamo tutti qua ad aspettare un tuo racconto! Su su! (Pubblicare su internet non fa di te una baby-scrittrice, sappilo. Ma forse sono di parte visto che se mi gira lo faccio anche io.)
    Avrei scommesso che eri una persona da gatti.
    Per quanto riguarda il tuo acquisto random, guardala in questo modo: se mai dovrai partecipare ad una festa in maschera potrai vestirti da casalinga anni ’60.

    Mi diverto un mondo a leggere questi articoli! Che qualcuno invii altre catene a Amnell, per la miseria! 🙂

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    • se uno indossa una maglietta nera con scavo a V qual è la tua opinione?

      Prevale lo schifo, ovvio! U_U
      Nononononononononono, non fo leggere proprio niente! I miei scritti periranno con me! No, dai, prima di pubblicare voglio raggiungere un livello che soddisfi almeno me, se non altro per poter difendermi dalle critiche con la coscienza pulita 😛
      Sì, quel vestito va bene giusto per Carnevale… mamma mia, ancora mi vergogno. Che robba.

      Mi piace

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