Se questi sono individui…

Il polo scolastico che frequento è da sempre molto sensibile alle tematiche sociali più delicate. Negli ultimi tre anni ho sprecato ore e ore nel sentire famigerati esperti di apprezzatissime scienze dal nome troppo lungo perché io le ricordi avvicendarsi nell’arduo intento di portare Progresso & Civiltà™ fra i cuccioli d’uomo. Tutto all’insegna, nemmeno a dirlo, del Rispetto (che non si sa bene cosa sia, concretamente, ma metterlo in mezzo è sempre chic). Oggi è stata la volta delle donne e della mercificazione del loro corpo, tema a me e a Barbara d’Urso molto caro.

Questo è il fuoco (o il fulcro: tendo a sovrapporre i due lemmi) degli appunti che ho preso:

Solo i migliori studenti prendono appunti a lezione.

Avete presente quelle specie di conferenze in cui si inizia dai ringraziamenti e ci si ritrova spiazzati perché ancora non si sa chi sia quella gente? Ecco, è un indizio. Parlerò solo dei lati negativi dell’esperienza: sono preponderanti.

C’era una volta l’assessore alle pari opportunità e alle politiche giovanili di Rimini, la mia provincia di residenza. Ne ho dimenticato il nome, e forse è meglio così: niente strane pubblicità filo-femministe in casa mia! Una buffa romagnola tipica, con vocabolario scarno (quel genere di persona che non sa trovare un degno sostituto di “casino” in tempi utili, sapete) e bagaglio di opinioni personali ancor più desolante. Iniziamo bene, fa un bell’esempio: ha conosciuto una donna la cui figlia era morta, sembrava, per malnutrizione. “Non c’era neanche tutta con la testa, poverina”, come ha detto la stessa politicante, dunque la donna era stata incarcerata e privata della patria potestà sugli altri figli. E qui il mio giudizio è: “Giusto! Se era una squilibrata che non ha portato la figlia in ospedale, è un’ottima cosa che i bambini superstiti ne siano stati allontanati!”… Ma no, non è certo così semplice. Difatti, l’autopsia sulla figlioletta aveva rivelato non solo l’assenza di malnutrizione, ma una malformazione: OMG, ma allora la madre non è pazza! E chi è quel bruto insensibile che l’ha condannata? Tutta colpa dei pregiudizi!

Ora, questa per me è follia. Distorsione di un fatto che, almeno per la morale comune (che, infatti, darebbe ragione alla legge!), è molto semplice: una bambina muore in casa senza che la madre la porti in ospedale? Benissimo, la donna non è in grado di prendersi cura di chicchessia. Quindi le si tolgono i bambini. Ciò che mi spaventa è che l’assessore a tutte quelle belle cose venga in una scuola pubblica a sindacare su una sentenza di tribunale e a ispirare pietà per una “povera madre”… disgraziatamente pazza, toh. Poi, chiarisco, l’assessore può essere d’accordo con la legge come può non esserlo, ma non deve certo esserle permesso di fare propaganda con ragazzetti diversamente riflessivi. E, soprattutto, dove sono i professori che invitano questa gente senza rendersi conto delle scempiaggini che diffonde?

Andiamo avanti. In mezzo a tante belle frasi, such as “il rispetto non è un optional“, “la sofferenza degli altri mi fa stare molto male”, “siamo molto contente di essere qui” – il che mi ricorda un po’ le miss America dei film che spacciano la pace nel mondo come il loro più grande desiderio – , sopraggiunge il momento-video, “qualcosa che vi farà riflettere”. Ovvero una serie di foto tanto del vecchio movimento femminista, che dovrebbe rievocare i Bei Tempi Passati – e mai vissuti, visto che fino agli anni Sessanta né i liceali né gran parte dei professori erano nati – , tanto delle oscene pubblicità che ‘strumentalizzano il corpo femminile’. Riflettiamo. Sì, tutti insieme, in coro. E buon Natale anche a voi, perdiana.

Oh, ma che insolenza usare qualcosa di bello per guadagnare soldi! Sono circolate frasi come “Perché questi corpi devono essere perfetti?” o “Io preferisco una pubblicità con una donna in carne e senza vestiti alla moda!”. Vedete la follia? L’attaccamento agli stessi pregiudizi che queste persone pensano di combattere? Poiché mi leggete, sono sicura di sì. Ora vedere una bella donna seminuda che pubblicizza, che ne so, omogeneizzati, deve fare scandalo in quanto bieca operazione commerciale. L’ottica di fondo suppongo allora sia che bisogna proteggere il popolino da questi soprusi, perché comprando il prodotto così sponsorizzato esso fa del male a sé e alla modella. Ah, ma dunque il pubblico non sa decidere! E così la signorina che si denuda per vendere pappe deve restare senza lavoro! Quindi, proseguendo col ragionamento di questa gentaglia, dobbiamo educare le nuove generazioni a temere e odiare le persone che fanno soldi sfruttando la stupidità del popolino. Ma se il popolino pensa “Oooh, un seno! Una bocca carnosa! E cosa sta mangiando? Un omogeneizzato? Sì, sì, lo compro!”, allora non è da disprezzare lui, più che la marca e la testimonial?

Prevedo una cosina molto simpatica: se questa pseudo-moralità riuscisse a sedimentarsi, cioè a riportarci alla castigazione morale di Catone il Censore e dell’epoca vittoriana, le pubblicità saranno dapprima piene di donne basse, grasse, vecchie, peloserrime, piene di porri/calli e, in sostanza, racchie come le femministe, e poi spariranno del tutto da ogni manifesto, giornale, rivista e sito internet politically correct del pianeta. Che dire, spereremo nel porno. ^_^ A parte gli scherzi, trovo sia Catone che i movimenti femministi anacronistici: c’è ben poco per cui combattere che a ciascuna donna non sia possibile ottenere individualmente, perché la mentalità comune è già cambiata. Ora le eredi delle suffragette sono coloro che usufruiscono delle quote rosa… e non mi pare che ci sia da rallegrarsene.

Ah, già, e i nostri bambini impareranno a scimmiottare degli eroi belli dentro.

Un’altra cosa: i termini. “Strumentalizzare il corpo femminile” non mi sembra una frase molto sensata: di per sé, il corpo è uno strumento. Dunque ‘strumentalizzarlo’ significa usarlo. Mordere una mela è strumentalizzare. Allacciarsi le scarpe è strumentalizzare. Probabilmente perfino pensare è un sopruso. Sempre che il criceto che abbiamo nel cervello faccia girare la ruota abbastanza in fretta!

La cosa che però spero renda un po’ utile questo articolo è l’enorme contraddizione di base. Indire un’assemblea contro la mercificazione del corpo della donna non è forse discriminarla? Parlare di pari opportunità e poi chiedersi “Siamo sicur@ che del femminismo non ci sia più bisogno?” (giuro, sulla diapositiva era scritto così) non è forse antitetico? Per non parlare della foto che mostrava uno dei vecchi adagio femministi, “Salario alle casalinghe”: brrr! E ci siamo già detti dell’anacronismo di tutto il sistema. Quindi, riassumendo: che schifo, che noia, è tutto sbagliato a questo mondo, moriremo tutti (non troppo presto, suppongo). E invece no, la morale va fatta come si deve. Dunque, il messaggio che mi viene dal profondo del cuore è…

Donne, santo cielo, e fatevela una nottata di sfrenati et immorali eccessi ogni tanto! Ma che hanno queste femmi-komuniste? Secondo me portano tutte il cilicio la domenica. E non si depilano. Oh, che nervi. Alla prossima. 😛

Annunci

8 thoughts on “Se questi sono individui…

  1. La pianti di (..cosi piacevolmente…) stupirmi ?

    PS.-1
    Niente da dire (..o contraddire..)….di certo il miglior post degli ultimi mesi.

    PS. -2
    Un caro saluto ad Ami.

    Vita Amnell.

    Gladiumibericum.

    Mi piace

    • La pianti di (..cosi piacevolmente…) stupirmi ?

      Beh, spero proprio di no! Non sarebbe ridicola una blogger senza nulla con cui stupire i passanti? 🙂
      Grazie, anche per me questo è il post meglio riuscito da molto, molto tempo. ^_^ Vita! 😀

      Mi piace

  2. Questa volta ti appoggio, non del tutto, ma ti appoggio. Erano donne che non sapevano nemmeno di cosa stavano parlando. Hanno presentato un tema e parlavano di tutt’altro. Toh, un sasso.
    In ogni caso, certo che una pubblicità fa più colpo se a presentare un dato prodotto è un/a gnokko/a ma non vedo l’utilità di pubblicizzare un prodotto femminile mettendo in bella mostra i punti strategici di una donna. Che me frega a me, donna, di vedere ciò che posso guardarmi a ogni ora del giorno se volessi? Bah, ‘sti barbari.

    P.S. Un saluto a te Gladium.

    Mi piace

    • Per il restante mondo che legge qui e non sa i fatti di noi commentatori: Kahlan SS e Nibhe sono la stessa persona. Sì, ovviamente si capiva, ma è meglio rettificare anziché no.

      Mi piace

  3. Concordo pienamente con la tua analisi di quella terribile mattinata in aula magna con personaggi femminili autoreferenziali….accendete il cervello e spegnete la tv….. del suo corpo ognuno fà l’uso che ne vuole fermo restando il concetto di non nuocere ad altri….
    della serie era meglio quando si stava peggio..ma la cultura…abbruttita da queste fancazziste con slogan retrò…bà, fate l’amore e non la guerra verrebbe da dire a queste signore.
    tume

    Mi piace

    • Già, di cultura ne ho vista poca, fra quelle donne… Sarebbe utile giusto capire perché quel modello di “femmina” abbia tanto successo; io non so immaginarlo, francamente.

      Mi piace

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...