Dilemma filosofico

Cito da Marco Aurelio:

Quando si muore, vecchi o giovani che si sia, si perde tutti la stessa cosa: il presente, la vita che si sta vivendo in quel preciso istante. Nessuno infatti perderà mai altro, né il passato né il futuro, per il semplice fatto che nessuno può perdere ciò che non ha. Perciò non c’è alcuna differenza tra chi muore carico d’anni e chi muore giovane.

Questo è uno scoop, perchè, per una volta, non ho messo questo passo per propinarvi un’interpretazione intelligente (se non brillante, com’è mio solito) a riguardo, ma per sapere cosa ne vogliano dire i miei Fiduciosi Lettori. Perchè io non so bene cosa pensare. Voglio dire, il ragionamento è logico, presupponendo però che nulla che non sia tangibile ci appartiene… Eppure c’è qualcosa che stona, lo sentite?

Forse non si possiede nè passato nè futuro, ma noi influiamo su quest’ultimo. E, com’è giusto che vadano avanti le persone più dotate – a scapito degli inetti – , così sarebbe meglio che un vecchio rinunciasse al proprio futuro per garantire quello di un giovane, perchè c’è differenza di utilità. Un giovane lavora e produce ricchezza, che fa migliorare le condizioni di vita di tutta la comunità. Pensate solo a quante tasse paga un lavoratore, e a quanti soldi succhiano i pensionati allo Stato! Di conseguenza, la differenza tra la morte di un giovane e quella di un vecchio è netta, e questo mi porta a contraddire Marco Aurelio.

Ma, ancora una volta, non posso nemmeno dirmi in disaccordo con lui, perchè la teoria lo spalleggia. Guardate, quello che mi manda in crisi è la seconda frase: Nessuno infatti perderà mai altro, nè passato nè futuro, per il semplice fatto che nessuno può perdere ciò che non ha. È tremendamente vero, è perfetto. Non me lo spiego.

C’è anche un’altra cosa, che non solo contraddice Marco Aurelio, ma pure quanto io stessa ho detto finora: se un giovane ha la possibilità di realizzare cose grandiose nel futuro, e per questo deve avere la precedenza su un vecchio, come si potrebbe sacrificare un vecchio che nel passato ha fatto cose grandiose, in favore di un giovane che non ha dimostrato ancora nulla? Non si può correre il rischio di ammazzare – poniamo il caso limite – la certezza di una persona valida, che potrebbe essere di nuovo utile, solo in vista di un’opportunità!

Non lo so. Detesto essere indecisa. Per sbilanciarmi a tutti i costi vi dico che, in questo momento, se fossi vecchia mi sacrificherei solo per qualcuno che io personalmente ritengo valido più di me. Ma questo implica che io abbia il potere supremo in mano, per scegliere chi è degno e chi no! Per fortuna, sarei coerente, perchè se fossi la giovane che deve sopravvivere ad un vecchio, lo pretenderei solo e soltanto se questi non fosse più valido di me. Ancora, se la decisione non fosse in mano mia, la domanda è: Mi atterrei alla legge marziale? Mi subordinerei a chi mi è superiore di grado? Sì, ma con riserva…dovrei ritenere il superiore più valido di me!

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3 thoughts on “Dilemma filosofico

  1. Per la mia mente di 14enne è un pensiero troppo filosofico e, al contempo, estenuantemente “palpabile” e concreto. Ma, come mio solito, non ho potuto fare a meno di rifletterci su.

    “Nessuno infatti perderà mai altro, né il passato né il futuro, per il semplice fatto che nessuno può perdere ciò che non ha.”

    In fin dei conti, quando uno muore, è morto. Basta. Scientificamente parlando, non può perdere più nulla. Ascoltando la logica, non ha più passato nè futuro, perchè è morto. Però, da vivo, l’individuo un passato l’ha avuto, come ha avuto un futuro prima di passare a miglior vita.

    “Perciò non c’è alcuna differenza tra chi muore carico d’anni e chi muore giovane.”

    Beh, non saprei. Egoisticamente e concretamente, mi viene spontaneo pensare: cacchio, un ragazzo che muore non ha avuto neanche il tempo di realizzare qualcosa, non ha potuto neanche “programmare” il futuro. Un vecchio, invece, ha vissuto la sua vita e di occasioni per rimboccarsi le maniche ne ha avute. Tutto questo, però, in linea di massima. E’ pur vero che un’individuo morto prematuramente può aver avuto la possibilità di lasciare un segno, come un vecchio potrebbe schiattare senza lasciare niente di che sulla “terra”, senza aver fatto niente di grandioso.

    “Non si può correre il rischio di ammazzare – poniamo il caso limite – la certezza di una persona valida, che potrebbe essere di nuovo utile, solo in vista di un’opportunità!”

    Ecco, rispondo a questa tua osservazione che mi sconfiffera non poco °w°. Com’è vero che non si può vivere sperando in un “opportunità”, è anche vero che non si può andare avanti affidandosi a qualcosa che, in un passato ipotetico, ha avuto risvolti utili.

    Bene, ora devi sentirti in colpa: ho l’emicrania >-> Haha :-] Devo passare più spesso da queste parti: è un blog colmo di spunti interessanti.

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    • Oh, che bello, un po’ di vita sulle mie speculazioni! Mi ero convinta che fossero tutte stupidaggini! 😀
      Mi piace la tua risposta, vediamo di replicare adeguatamente. E tieni conto del fatto che, in un anno dalla stesura di questo post, ho conosciuto gente che mi ha fatto cambiare non idea, ma punto di vista. 😉 Ah, comunque io ho iniziato esattamente a quattordici anni a fare queste speculazioni – oddio, mi sento vecchia a dire queste cose, ho solo tre anni in più di te!

      E’ pur vero che un’individuo morto prematuramente può aver avuto la possibilità di lasciare un segno, come un vecchio potrebbe schiattare senza lasciare niente di che sulla “terra”, senza aver fatto niente di grandioso.

      Ecco, questa è la mia visione attuale: chi ha qualcosa da dare al mondo può darla anche a vent’anni (sempre che si tratti di un contributo di natura fisica o intelletuale, poi se s’intromette il caso diventa tutto imprevedibile: può succedere che, in quel preciso istante, serva esattamente quel Matusalemme per salvare il mondo!), chi non ha nulla di valore in partenza non lo avrà nemmeno a cent’anni. Poi bisogna definire il tuo concetto di “grandioso” – già, a proposito, qual è? 😀

      Com’è vero che non si può vivere sperando in un “opportunità”, è anche vero che non si può andare avanti affidandosi a qualcosa che, in un passato ipotetico, ha avuto risvolti utili.

      Uhm, te lo concedo. Certo, le probabilità sono a tuo sfavore – diciamo che, se ci si è già dimostrati valorosi, è più probabile che lo si sarà di nuovo, mentre un vigliacco è probabile che manterrà il suo stato. Ma in effetti la statistica non tiene conto dell’evolversi del carattere, tutto può darsi. ^_^ E c’è un’ulteriore ragionamento che rafforza la tua tesi: l’idea che il vecchio modo di fare sia statisticamente migliore del nuovo è pericolosissima. Probabilmente, se l’umanità avesse condiviso l’opinione che io, povera ingenua, avevo formulato un anno fa, useremmo il telegrafo invece del cordless. 😛

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      • Qualcosa per cui valga la pena di parlare non è mai una sciocchezza, in generale.

        “Mi sento vecchia a dire queste cose, ho solo tre anni in più di te!”

        Ah, guarda: quando commento sul blog di qualcuno più ‘vecchio’, può capitare che mi attanagli il problema opposto, haha. A volte, mi sento tremendamente ‘piccolo’. Ma vabbè, dettagli.

        “Poi bisogna definire il tuo concetto di “grandioso”

        Ecco, un piccolo avvertimento, perchè i miei commenti possono avere effetti indesiderati e anche gravi: qualche volta (raramente, eh ^^”), tendo a sminuire o accentuare le caratteristiche dell’oggetto, animale, persona e via dicendo preso in considerazione. Sai, ho un modo tutto mio di vedere come il mondo gira. Comunque, in questo caso non c’è traccia di un qualsivoglia “morbo aggettivale” (forse .-.): nel commento sopra, per “grandioso” intendevo qualcosa che valesse la pena ricordare. A rileggere ora quello che ho scritto, penso che avrei potuto benissimo usare “memorabile” che, a grandi linee, rende di più l’idea. Pardon >->

        “Certo, le probabilità sono a tuo sfavore – diciamo che, se ci si è già dimostrati valorosi, è più probabile che lo si sarà di nuovo, mentre un vigliacco è probabile che manterrà il suo stato.”

        E’ vero, non l’avevo considerato. Permettimi, però, di risponderti citandoti: “Ma in effetti la statistica non tiene conto dell’evolversi del carattere, tutto può darsi.”
        Parole sante ;-D

        “L’idea che il vecchio modo di fare sia statisticamente migliore del nuovo è pericolosissima. ”

        Per ultimo, ma non per importanza, rispondo a questo. E’ vero, in parte: non si può intralciare il corso del Tempo e la Scoperta, con supposizioni e tentativi di “regresso”. Dio, che frase contorta >-<"
        Anche se, non si può mai sapere. Magari, se avessimo mantenuto certe "cose" (N.B: termine tecnico usato da l'individuo UnaVitaLunatica, nei momenti di pura pigrizia e/o in quelli in cui il tempo non abbonda, per identificare tutto. Astratto e "concreto"), saremmo messi meglio. Chissà. Tutto può darsi, ;-]

        Ora, ti lascio. Devo rimboccarmi le maniche e gettarmi con gaudio nello studio della geometria. Domani, verifica. Che palle. Ops, rettifico: che COSA (N.B: termine tecnico, in questo caso, per indicare una perdita di tempo) allucinante.

        P.S: Comunque, è interessante scambiare opinioni.
        P.P.S: Se dalle tue parti "filosofeggianti" non c'è vita, allora il mio INTERO blog è peggio di un cimitero ç.ç
        P.P.P.S: Preferisco i Pony Express, al posto di telefono e telegrafo :°3 Anche se, detto da un animalista, suona male. Ma che posso farci: i cavalli sono la mia vita.

        Okay, vado ;-D

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