Cirillo non è un santo

Il 27 giugno qualcuno commemora san Cirillo d’Alessandria, quello dell’alfabeto russo. Quello che ordinò la persecuzione di tutti gli ebrei e i pagani della sua città.

Oggi non ho molta voglia di arrabbiarmi nè di fare del sarcasmo. Fatto sta che le inaffidabili fonti cristiane (Socrate Scolastico fra tutte) dicono che Cirillo, patriarca e vescovo di Alessandria d’Egitto, come prima cosa dopo la sua nomina bandì gli ebrei dai loro quartieri e fece tramutare le loro sinagoghe in chiese – tutto questo, ovviamente, dietro provocazione degli stessi ebrei, che risiedevano in città fin dalla sua edificazione: circa il 320 a.C.

Bisogna dire che gli ebrei ad Alessandria erano tenuti in gran conto, visto che abitavano il quartiere Delta, affacciato sul mare e immediatamente ad est dei due porti principali: l’Eunosto, che proteggeva la flotta da guerra, e il porto commerciale. Il prefetto imperiale doveva tenere conto dei loro interessi. Perciò costui, Oreste all’epoca, entrò in conflitto con Cirillo. Qualche decennio prima, il prefetto romano sarebbe stato l’incarnazione della legge nella sua area di competenza, in quanto incaricato direttamente dal princeps. Ma ora l’imperatore è Teodosio, colui che diede il via alle persecuzioni degli infedeli. E così il vero padrone di Alessandria è Cirillo. Addirittura, quando un ‘fanatico’ ferirà il prefetto con un sasso, questo stinco di santo lo farà crocifiggere (come prescriveva la legge romana), ma poi gli farà onore nominandolo martire cristiano.

Ora Cirillo può permettersi di tutto. La sua vendetta entra in gioco sotto forma di editto che costringe tutti gli infedeli a convertirsi pubblicamente, volenti o nolenti, pena la morte. Ipazia, in quanto filosofa e astronoma, si rifiuta. Un filosofo non è pagano nè cristiano…è un pensatore a sè stante.

La donna subirà delle torture prima di morire; secondo i cristiani, a causa di pochi fanatici – la setta dei parabolani, che tuttavia ‘sembra’ costituissero la milizia privata del patriarca – , e, secondo i pagani, per ordine di Cirillo stesso. Non siamo certi di cosa abbia dovuto soffrire: scuoiata viva o scarnificata fino all’osso con dei cocci, Ipazia venne infine bruciata e dimenticata per secoli.

Cirillo, l’assassino – perchè io credo a chiunque, tranne che ai cristiani – diventerà al contrario un eroe tale che un papa lo proclamerà “dottore della Chiesa” nel 1822. Dopo millequattrocento anni dalla morte, non so proprio a cosa possa essergli stato utile. Dev’essere una specie di laurea honoris causa.

Ah, quasi dimenticavo: Socrate Scolastico (cristiano, ripeto) dice che Ipazia venne catturata mentre faceva ritorno a casa, temerariamente sola, la condusse sul Cesareion, dove ovviamente non poteva non sorgere una chiesa per contrastarne il nome, e la lapidò con dei pezzi di tegole, scorticandola appunto fino alle ossa. Poi però, contraddicendosi ancora una volta, afferma che quest’atto fu ignominioso per la Chiesa d’Egitto (mica per tutta la Chiesa…). Cioè, scrive un’opera dedicata alla storia della Chiesa, esaltando i suoi santi e martiri, e poi…

Bah. Come ho detto, io giudico irrazionali e abominevoli tutte le religioni, animiste, politeiste o monoteiste che siano (anche se trovo che avere molti déi sia più divertente e sintomo di prosperità economica: abbondanza!), dunque non sono tanto dalla parte dei pagani quanto a sostegno degli studiosi e dei sapienti di ogni epoca e formazione culturale. Ciononostante, va precisato che dove c’è religione non solo non c’è scienza, ma nemmeno filosofia, perchè entrambe queste ultime si trovano a fare i conti con la realtà, mentre la religione è una favola per bambini sanguinari.

Quindi, sappiate che considero superficiale la leggenda del “La scienza spiega come una cosa accade, la religione il perchè”. La frase è vera se si sostituisce quel ‘religione’ con ‘filosofia’. È chiaro che nè la scienza nè la filosofia spiegano il motivo di tutto, ma al contempo esse progrediscono, mentre la religione rimane quella in saecula saeculorum. Tant’è che il numero di miracoli sta precipitosamente precipitando!

Festeggiate san Cirillo senza pensarci troppo, amici, e sarete felici in eterno. Ogni 27 giugno.

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