L’ennesima fine

Il secondo periodo di pausa del blog finisce oggi. Come al solito, mi sono stufata dell’inerzia e ho deciso che devo fare qualcosa. Quindi scrivo.

Breve spiegazione, che metto per completezza, non perchè penso sia importante: ho deciso tutto ciò grazie alla musica. Durante una chiacchierata mi sono ricordata di un vecchio cd, sono andata a ripescarlo dalla polvere, l’ho riascoltato e mi sono ‘data una mossa’, come direbbe la mia prof di lettere.

Bene. L’argomento di oggi è diviso in due fronti, interno ed estero. Avrete capito, spero, che parlo di politica.

Ho sedici anni, non dovrei scrivere nulla di così ‘azzardato’ su un blog che, se farò carriera, mi rimarrà appiccicato addosso per tutta la vita. Ma io non voto, le mie idee non sono corruttibili e non influenzano nessuno dei miei lettori.

Cominciamo dalla politica interna. Come mi sono lasciata sfuggire con tutti, io sostengo Berlusconi. Gente: io sostengo Berlusconi, non il suo partito. Questo gradirei che fosse chiaro. La politica di oggi non mi piace, soprattutto dopo aver studiato (e non sui libri di squola) come funzionava quella romana. Non sono vicina a nessun partito, nè per ideologia, nè per tradizione familiare, nè per i singoli candidati, di conseguenza.

E allora perchè Berlusconi? Perchè è il meno peggio che l’Italia abbia prodotto in tempo di emergenza. Inutile a dirsi (ma lo dico ugualmente), quando Roma era in difficoltà sfornava un Mario o un Pompeo, che la salvavano brillantemente dalla minaccia – 180.000 barbari nel primo caso, Quinto Sertorio nel secondo – e che poi liquidava con un trionfo e la promessa di citazioni in tribunale in futuro. Così dovremmo fare noi…e, in un certo senso, lo stiamo facendo: non vediamo forse Berlusconi, che si dibatte nell’arduo tentativo di salvarci, assediato dai tribunali?

Quello che non funziona troppo bene qui, a parte Berlusconi (che non è Caio Mario), è il fatto che una buona ventina di milioni di italiani, guidati dalla stupida propaganda del sì, hanno bocciato il legittimo impedimento. Cosa che Roma, invece, era stata in grado di salvaguardare nei secoli.

Il legittimo impedimento è importante perchè permette al magistrato in carica di non preoccuparsi della popolarità delle sue azioni, temendo di essere esautorato da un tribunale aperto ad hoc, ma di fare ciò che è necessario per la patria senza scrupoli. E poi, solo una volta deposto l’imperium – che non ha riscontro nel pazzo mondo di oggi – , risponderà delle sue azioni in tribunale. In larga misura, è questo che portò Cesare a varcare il Rubicone: se non gli fosse stata riconfermata la carica, sarebbe stato sopraffatto in tribunale ed esiliato per sempre in un polveroso angolino dell’impero. Anzi, dello stato

Quindi vediamo un affannato Berlusconi che, invece di badare alla crisi economica, deve correre da un microfono di giornalista all’altro per tenere a bada gli avversari (già sconfitti alle elezioni, ma evidentemente non è bastato a farli tacere). La gente capisce tutto questo, eppure rifiuta categoricamente quella leggina. I politicanti di mestiere dicono ‘Che smetta di farsi gli affari suoi e inizi a governare, altrimenti si va alle elezioni anticipate’, per poi impedirgli di farlo. E noi ci caschiamo con tutte le scarpe! Insomma, volete mettere il fascino di scrivere quattro Sì al referendum piuttosto che tre Sì e un No? Non è chic!

Altro sassolino – ehm, meteorite renderebbe meglio – nella mia scarpa è quello sporco leghista di Bossi.

Il leghista è il più strano fra gli animali da politica: non gli interessa affatto cosa succede all’Italia, non gliene importa un tubo caramellato del Parlamento. Non è neanche di destra. Il loro partito chiede solo la secessione. Dice di essere stufo di ‘dar da mangiare al Sud’, perchè al Sud nel migliore dei casi non fanno niente tutto il giorno, altro che andare a lavorare come si fa al Nord, e nel peggiore son tutti mafiosi.

Ora, poniamo l’attenzione al Risorgimento italiano. Se non erro – vi prego di correggermi, compari della Padania Unita, se vi faccio cosa sgradita – , se non erro alla fine dell’Ottocento furono gli italiani del Mezzogiorno che dovettero venire al Polo Nord a liberarvi, vero? Voi non muovevate un dito per affrancarvi da quei maiali di padroni che vi avevano aggiogato, fra Francesi e Austriaci, vero? Voi volevate rimanere con loro, non siete italiani e non parlate la nostra lingua, vero? Eppure, non avevate industrie. Le industrie erano nel Regno delle Due Sicilie. Non avevate strade ferrate. Le strade ferrate erano nel Regno delle Due Sicilie.

Mentre milioni di patrioti – contate anche solo la Prima Guerra Mondiale – sono morti per voi, per l’identità culturale che, vostro malgrado, ci ha tenuti insieme per centinaia di anni, voi del Nord facevate gli spocchiosi e dubitavate che l’Italia fosse il miglior partito.

Ora le situazioni si sono invertite: è il Sud ad essere in serie difficoltà; ma l’Italia è una, e così deve restare, altrimenti quei patrioti saranno morti invano. L’Italia è una, e Roma è la sua unica, indiscutibile capitale. Ricordatevi di quando avevate le catene ai piedi, o Galli! Roma era ed è l’Italia. L’Italia è anche il Nord.

L’Italia dovrebbe essere l’erede di Roma, cosa che non sarà mai. Rendetele almeno un po’ della gloria che ha perso, o pazzi leghisti. Se l’Italia si smembrerà, l’idea che l’ha creata morirà per sempre. E noi, sia che abitiamo al Nord, sia che abitiamo al Sud, moriremo con lei. Non avremo alcuna identità culturale, poichè senza Roma la storia non esiste.

Certo, non importa da dove vengano le persone, il loro valore è insito nella loro anima. Ma le radici completano il tutto, e danno quell’orgoglio di sè che solo noi italiani possiamo avere: siamo i discendenti del popolo imbattibile che dominò il mondo con la furbizia della politica e la disciplina degli eserciti!

Cambiamo tema e andiamo agli esteri. La notizia della morte di alcuni ribelli nelle guerre per la democrazia in Africa è quantomai attuale. Ogni giorno sentiamo le proteste verso il govermo americano, principalmente, che accusa i soldati di attacchi aerei tanto imprecisi da uccidere folle di innocenti. Ora, per carità, io rispetto la lotta di questa gente: lo scopo è legittimo, se non giusto. Però dico anche che queste rivolte non funzioneranno. O meglio, non produrranno risultati apprezzabili. Perchè, certo, i dittatori non metteranno più piede nei loro possedimenti, si creeranno governi alternativi e bla bla bla. Ma questa gente non è pronta, non capisce con cosa dovrà combattere una volta che gli Americani e i loro fedeli cagnolini (Italia e Francia) avranno conquistato per loro la libertà.

Dico questo perchè, come ho detto, si sentono delle proteste perchè le bombe aeree hanno ucciso dei civili. Anime belle, come volete che un aereo rilasci una bomba da migliaia di metri più in alto di voi e non becchi qualcuno che non doveva? È la guerra: è ovvio che moriranno più innocenti che soldati. È il prezzo che si paga per la libertà, ed è cosa che contribuisce notevolmente al suo valore intrinseco. Nulla conquistato senza sforzo ha il giusto valore presso di noi. Inoltre, la libertà richiede sacrifici enormi non solo per essere conquistata, ma anche e soprattutto per essere conservata. Tutti vorranno togliercela, e noi dovremo lottare per tenerla.

Se un popolo che ha scelto di andare in guerra non capisce tutto questo, non saprà amministrare i risultati. Ciò è aggravato dal fatto che non stanno combattendo in prima persona, giacchè non ne hanno i mezzi. Hanno chiesto aiuto agli occidentali, e gli occidentali vincono la guerra per loro. Certo, la rivolta è partita dal popolo. Disarmato, nelle piazze.

È tutto sbagliato. All’inizio pensavano di ottenere tutto in maniera pacifica, manifestando. Invece una rivolta è qualcosa di molto pericoloso. Perchè funzioni, ogni uomo ‘propulsore’ deve essere disposto non solo a morire senza indugio per raggiungere lo scopo, ma anche ad uccidere chiunque gli sbarri la strada. Nelle insurrezioni si devono prendere gli oppressori e, se proprio non ucciderli, ridurli all’impotenza. Con la forza. Cioè almeno gettarli a marcire in carcere senza contatti con chicchessia, nè più e nè meno di come si fa con gli assassini. Perchè questo sono i dittatori di oggi. Altro che Silla!

Ho finito. Si vede la differenza rispetto a quand’ero depressa, eh?! Bene, bene!

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5 thoughts on “L’ennesima fine

  1. Cari Lettori, mi scuso per gli innumerevoli errori di battitura del testo. Ora li ho corretti, e mi impegnerò affinchè la lettura ai prossimi fra voi che visiteranno questo blog non sia mai più intralciata da sciocchezze simili ^_^

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  2. il post offre innumerevoli spunti di discussione, ma per ora mi concentro solo la questione berlusconi-legittimo impedimento.
    cara amnell, tu sei giovane e forse non lo sai, ma fior fior di politici di vari stati sono finiti invischiati in inchieste giudiziare. alcuni sono stati assolti, alcuni sono stati condannati, tutti hanno affrontato il loro processo dopo essersi dimessi dai loro incarichi di governo, e tra questi alcuni politici francesi che potrebbero godere anche di uno “scudo” sul modello del lodo alfano. una volta terminato il processo, sono tornati in politica.
    il problema di berlusconi è che lui non ha commesso reati da politico, ma è entrato in politica perché i magistrati già indagavano su di lui, e così ha potuto manipolare la legge, depenalizzando i reati a lui contestati, abbreviando le prescrizioni, eccetera.
    lui non è interessato a risolvere la crisi economica (che ha negato per il primo anno e mezzo di governo), basta vedere quello che dichiara: “ora la grande riforma della giustizia di cui l’italia ha bisogno”. è di questo che abbiamo bisogno, secondo te? o abbiamo bisogno di aiuti alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ai cassintegrati?
    Si dimetta e affronti i suoi processi, lasciando governare qualcuno che si può dedicare all’opera di governo 24 ore su 24.

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  3. Ripeto, se ci fosse di meglio anche io concorderei nel cacciare Berlusconi con disonore, e magari mi piacerebbe anche vederlo citato in tribunale per le schifezze che fa con la legge. Se ci fosse qualcuno disposto a dedicarsi a quest’opera di beneficenza che è il governo 24 ore su 24, come hai detto. Ma non c’è.
    La riforma della giustizia è comunque fondamentale, pur non essendo la massima priorità. Il punto, credo, è che, se ci fosse qualunque altro politicante al suo posto, non farebbe nemmeno quella. Quindi, penso che sarebbe meglio accettare quello che ci viene dato, perchè a forza di pensare a quanto perfette potrebbero essere le cose, si finisce per peggiorare ulteriormente la situazione di stallo.
    Intanto, la cosa buona che venne fatta per l’economia fu quella dei tagli, in certi campi. Come ho detto, io non sono la fanatica che approva assolutamente tutto quello che sente (anche se, è vero, “sono giovane e forse non so”…), ma sono radicalmente contraria a tutti quei falsi impieghi creati dai comunisti nei primi anni di repubblica. E parlo della scuola, visto che ci sono dentro. Vedere due persone (una appositamente formata, una che aspetta il trampolino di lancio per fare altro) assistere lo stesso disabile in classe, trovandosi entrambe ad avere troppo poco lavoro e disponibilità illimitata, è un abominio. Gli impiegati statali sono il doppio di quello che servirebbero, si stima. Sarà spietato a dirsi, ma non possiamo permetterci un esubero del genere.
    Nonostante la diversità di vedute, grazie per il commento. Avere un po’ di sana opposizione mantiene vivi!

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  4. dai, davvero non credi che non ci sia niente di meglio rispetto a berlusconi? gente tipo.. vendola, che so? ma anche nelle file del suo stesso partito.. gente onesta e competente che fa politica per il bene dell’italia, ce n’è eccome.
    la “riforma della giustizia”, è cosa ben diversa rispetto a ciò che ha in mente berlusconi. una riforma seria dovrebbe riempire i posti vacanti, informatizzare gli archivi, snellire alcune burocrazie troppo troppo lunghe.. la riforma che ha in mente berlusconi punta a tutt’altro: separare il csm, responsabilità penale dei magistrati, ammissibilità dei ricorsi e dei testi della difesa in automatico sono tutte idee che non sveltiscono i processi, ma li rallentano.
    ci sono dentro anch’io alla scuola, amnell. anzi, c’ero quando ancora un po’ funzionava, sono andato al mio vecchio liceo e ho visto i miei vecchi prof stressati in maniera incredibile, con le mani nei capelli mi parlavano di caos burocratici, cattedre vacanti, nuovi programmi a dir poco assurdi.
    (se nella tua scuola i prof di sostegno avanzano, buon per voi)
    oggi sono dentro all’università, vedo le stesse mani nei capelli, vedo mezzi arretrati, carenze di posti per studiare, aule che cadono a pezzi, prof vecchi che non se ne possono andare perché nessuno li sostituirebbe causa blocco delle assunzioni. ok ai tagli, ma non è tagliano orizzontalmente che si sistemano le cose.

    figurati, anche per me è un bene dialogare con qualcuno “dell’altra parte”, avere sempre gente d’accordo con te ammoscia il cervello alla lunga.

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  5. Io sono convinta che la gente che davvero ama l’Italia non si butterebbe mai in politica e, se lo facesse, non riuscirebbe ad andare oltre la carica di sindaco. Per fare un esempio pratico, prendo Renzi. Finchè è stato semplicemente sindaco, mi è sembrato davvero una benedizione. Sono stata a Firenze dopo essermi informata dei cambiamenti da lui attuati e ho riconfermato le mie impressioni. Ora che si è messo in testa di soppiantare Bersani, mi sembra come tutti gli altri…un politicante di mestiere, che vende parole.
    Per quanto riguarda la scuola, condivido l’idea dei programmi assurdi, che peccano in un caso di sinteticità – è il caso delle materie umanistiche – e in un altro di lunghezza – materie scientifiche. Ci si ritrova sempre al punto di dover correre col programma di matematica, rischiando di lasciarsi indietro le persone più lente, e a non fare nulla di storia o arte per metà dell’anno. Per il resto, penso che la situazione cambi troppo da regione a regione: nella mia scuola ci sono troppi professori e quelli che possono permetterselo corrono in pensione, sapendo che dietro di loro c’è una coda interminabile di aspiranti sostituti. In più gli indirizzi stanno aumentando, il liceo scientifico è nato solo quattro anni fa.
    In sostanza, posso dirmi d’accordo con te sul piano generale (per parlare della riforma della giustizia preferisco aspettare di vedere gli effetti reali una volta in opera), ma resto convinta che tutto questo sarebbe un nostalgico ricordo dei ‘bei tempi’ se tipi come Vendola sostituissero Berlusconi. Anche se dovesse trattarsi di politici di destra.

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