Strano.

Oggi, ultimo giorno di squola prima della fantasmagorica resurrezione del Vostro Padrone, non mi sono annoiata.

In primo luogo, perchè una mia amica mi ha raccontato un suo sogno. E, conoscendola, non si può proprio dire che pecchi in fantasia! Ve lo racconto, dopo averle estorto un timido permesso.

Una mattina arriva a scuola e vede che sembra invecchiata – già ci sono le infiltrazioni, furbescamente mascherate dalla preside di pan di zenzero con delle ‘allegoriche’ pitture – e le porte delle classi (due ciascuna anche nella realtà) sono diventate dei portoni blindati come quelli dei sottomarini, con quella specie di volante per aprirli. Entra in classe e non c’è nessuno. Allora inizia a girare per i corridoi e, oltrepassata la presidenza, trova la zona fotocopie piena di divani e tavolini con il tè…e noi, i compagni di classe, spaparanzati su di essi a far la bella vita. A un certo punto una di noi si alza e vede che c’è un’aula dentro la quale si può vedere grazie ad un provvidenziale buco nel portone.

E qui finisce il sogno. Ve l’ho raccontato perchè io non sono così fantasiosa, faccio dei sogni molto più corti (almeno per quello che mi ricordo al risveglio) e scontati.

In secondo luogo, un colpo di scena è stato attuato dai nostri prof. In particolare, il mitico prof d’inglese – di cui io e un’altra amica siamo segretamente ammiratrici – non ci ha dato uno straccio di compiti. Niente. Neanche da ripassare il verbo essere! Mitico, ripeto. Uno così strano non l’ho mai visto.

Infine, un altro colpo di scena c’è stato quando la mia diletta prof di lettere (scusate l’allitterazione di ‘l’ e ‘t’, non volevo sembrare poetica!) ci ha letto una citazione di non mi ricordo chi. Diceva più o meno che la libertà  sta non nello scegliere fra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta indotta.

Ora. Io sarei, secondo questa frase, una quei conformisti che si sente in dovere di scegliere fra bianco e nero. Quindi, così facendo io non sarei libera. È corretto?

Per farci capire meglio tutto questo, la prof ci ha raccontato una storia.

C’erano una volta due uomini che non andavano mai d’accordo, anzi la pensavano sempre in maniera diametralmente opposta. Un giorno decisero di andare dal loro rabbino (erano ebrei) per sentire da lui chi avesse ragione. Il rabbino ascoltò le ragioni di uno, e disse che aveva perfettamente ragione su tutta la linea. Alle proteste dell’altro, che non era stato ancora interpellato, chiese anche a lui di far valere le proprie convinzioni. E ripetè che aveva ragione anch’egli su tutta la linea.

Alt. Contraddizione. Il rabbino dice che hanno ragione contemporaneamente due persone che la pensano l’una il contrario dell’altra. C’è qualcosa che non va. Lui adduce come giustificazione che la verità è tanto relativa che non sta a lui giudicare se due uomini abbiano ragione o meno.

Bene. In matematica vale il principio di non contraddizione: un enunciato non può essere dichiarato allo stesso tempo vero e falso. Perchè? È molto semplice. Perchè non ha senso. In matematica le contraddizioni non possono esistere.

Io credo che non possano esistere in generale. È come se dicessi che ho i capelli castani e biondi. Due cose opposte non possono razionalmente ‘coabitare’. In questo caso, il fatto che io abbia i capelli castani è una verità assoluta. Se qualcun altro, che per esempio è daltonico, pensa che sia bionda, non significa nulla. La verità rimane quella, non cambia a seconda di chi la dice. La verità, per definizione, è qualcosa che si può distinguere insindacabilmente, poichè è sostenuta da prove inconfutabili.

Immaginate se si trovasse una donna morta in un albergo e le telecamere di sorveglianza avessero ripreso la faccia di un uomo mentre le si avvicinava e l’accoltellava. Sul coltello abbandonato sul luogo del delitto ci sono le sue impronte digitali. Preso l’uomo a poca distanza dall’albergo, lui nega tutto. Come potete credergli, avendo le prove oggettive che è proprio lui l’assassino?

Qui, come ovunque, la verità è una e una sola. In matematica si direbbe che esiste ed è unica. E vi dirò di più: per il Rasoio di Occam non possiamo andarci a complicare la vita immaginando che il delitto sia stato perpetrato dal gemello omozigote di quell’uomo, che poi è fuggito facendo trovare suo fratello a due metri dai poliziotti…

Ci sono valutazioni soggettive e valutazioni oggettive. In quelle oggettive entra sempre in gioco la verità, in quanto compagna affezionata della ragione. Se non si è in grado di cercarla, beh, questo è un altro paio di maniche.

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2 thoughts on “Strano.

  1. carissima Elena!!! sta notte ti ho sognata 😀 e per ben due volte! … il problema è che non mi ricordo il sogno -.-”
    ho un’immagine confusa di te che mi leggi un tuo tema e poi mi fai vedere dei fumetti con dei ranocchi , c’entra qualcosa anche la Lini . . .
    che roba strana!
    ci vediamo gggggiovedì 🙂

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    • Però! Ti do proprio gli incubi eh? Meno male che c’erano dei ranocchi!
      Mmm…io, i ranocchi e la Lini…quale sarà il fattore che ci accomuna? La Lini è la principessa che fa diventare principi i ranocchi con un sorriso…e io? XD
      A giovedì!

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