Ora E mai più!

Sì, ho cambiato di nuovo tema al blog. Mi dispiace per quanti mi avevano consigliato di rimettere quello vecchio, ma è diventato obsoleto. L’ho visto tutti i giorni per sei mesi, e capirete come sono arrivata ad odiarlo. Non ne voglio più sentir parlare!

Questo tema mi piace, è ordinato e “simpatico”. Sarà il mio biglietto da visita per il mondo. Rimane il fatto che questo blog è alquanto smorto. C’è poco colore, hai voglia a mettere foto in giro. È un po’ che penso alla soluzione, ma ancora non padroneggio questa arcana tecnologia (il computer), quindi mi ci potrebbero volere anni per arrivarci da sola!

Comunque. Approfitto dell’occasione che mi sono gentilmente fornita da sola per rendervi noto che oggi è l’anniversario di due ricorrenze abbastanza bislacche – parola che, a quanto pare, non conosce solo la D’Urso – : la nomina (NON elezione, come ci tengono a dire i miei scialbi coetanei) di Caligola al grado di imperatore, nonostante la ferma opposizione di Tiberio – poi, sapete, è morto – da parte del senato asservito; e la morte sul rogo dell’ultimo maestro dell’Ordine del Tempio, i Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, quei delinquenti dei Cavalieri Templari. Pauperes, visto che la Chiesa vive di contraddizioni, deve riferirsi non tanto alle tasche, sempre ben colme di danaro, ma allo spirito. Poveri Templari!

Mi abbasso a parlare di loro semplicemente perchè ho visto un filmetto storico che me li ha fatti piacere ancora di meno. Non che ci sia qualcosa di vero, il film è una pagliacciata. Si chiama Kingdom of Heaven (il più modesto ‘Le Crociate’, in Italia) ed è di Ridley Scott. Con Orlando Bloom ed Eva Green, che non fanno proprio una gran figura, ma tant’è. Qui Bloom non può fare il rubacuori, è un maniscalco che si aggrega ad una spedizione per la Terra Santa partendo dalla Francia (siamo nel 1184, quindi parliamo della Terza Crociata, svoltasi tra il 1189 ed il 1192) e diventa conte di Ibelin. In Gerusalemme effettivamente seduce la regina, che qui si chiama Sybilla, ma non con lo sguardo da ‘vampiro’ che gli conosciamo. Bravo Ridley Scott! Devo dire però che non mi piacciono le ricostruzioni degli scontri, e ancor meno i combattimenti corpo a corpo. Non sono esperta di Medioevo tanto quanto lo sono di epoca classica, ma ho trovato delle incongruenze.

Invece mi interessa raccontarvi bene la trama e l’ambientazione storica.

Nel film. Baliano è il maniscalco di un villaggio dell’entroterra francese. Sua moglie si è da poco suicidata in seguito alla morte del figlioletto. Al villaggio giunge un gruppo di cavalieri, così pochi da non poter neanche essere definiti ‘torma’, per raccogliere volontari da mandare al macello Oltremare. Qui il capo annuncia a Baliano di essere suo padre, e gli chiede di seguirlo. Baliano dapprima non lo perdona per aver abbandonato lui e la madre, poi, quando il prete del villaggio gli rivela che ha decapitato sua moglie prima di seppellirla senza benedizione (i morti suicidi non sono riconosciuti dalla fede cristiana…), il maniscalco lo uccide per l’oltraggio. Non gli rimane che fuggire, e aggregarsi ai cavalieri. Inizia il viaggio per la Terrasanta: Baliano raggiunge Messina, dove il padre muore nominandolo cavaliere ed erede delle sue proprietà a Gerusalemme. Il maniscalco si imbarca e naufraga sulla costa giusta. Qui combatte per il possesso di un cavallo con un signore arabo, lo batte e prende il suo schiavo con sè. Arriva a Gerusalemme e lo libera. Gli dice: “Sono stato schiavo una volta, o molto vicino ad esserlo. Non ne avrò mai uno, nè permetterò che altri li abbiano.” E il saraceno gli risponde che le sue qualità saranno note ai suoi nemici prima ancora di incontrarli.

Nel frattempo veniamo a sapere che Gerusalemme è governata dal leggendario Re Lebbroso, Baldwin, e da sua sorella Sybilla, sposata a Guido di Lusignano. Costui è l’erede al trono e capo dei Templari, che si danno a saccheggi e massacri di Saraceni per contrastare l’inattività. Questo è infatti un periodo felice, poichè il re dei cristiani (Baldwin, appunto) e quello dei Saraceni, Saladino, collaborano per mantenere la pace. Ma i Templari vogliono combattere, e così si arriva alla guerra. Baliano, insediatosi ad Ibelin, nelle sue terre, non vuole combattere Saladino: sa che i Cristiani perderanno. Tuttavia, morto Baldwin, rifiuta di uccidere Guido di Lusignano e sposare Sybilla (nonostante la ami), perchè lui vuole essere il cavaliere perfetto. Allora Sybilla gli dice che arriverà il giorno in cui desidererà aver fatto un po’ di male, per un bene superiore. E infatti Guido di Lusignano perde l’esercito, spingendosi in luoghi dove manca l’acqua, e cade lui stesso nelle mani di Saladino. I Saraceni hanno tutto, si sono spostati di pozzo in pozzo e sono riposati. Hanno il ghiaccio! Baliano non riconosce mai il suo errore, ma sa che ora Gerusalemme è indifesa. Non ha un esercito. Cerca di organizzare le difese al meglio, e ci riesce così bene da costringere Saladino ad offrire una tregua: un salvacondotto per ogni uomo, donna e bambino dalla città al primo porto cristiano, in cambio della resa. Baliano consegna Gerusalemme. Sybilla rinuncia a governare le altre città di cui è sovrana per tornare in Francia con lui, che non vuole assolutamente essere re.

Il finale è molto bello: arriva Re Riccardo Cuor di Leone al vecchio villaggio del fabbro e gli dice che stanno cercando Baliano, l’eroe dei Cristiani. Ma lui dice di non saperne nulla: è soltanto il maniscalco.

È un film significativo, perchè mette in luce le tante più o meno grandi infamità della Chiesa: vediamo i Templari che massacrano delle carovane saracene indifese, e vediamo il vescovo di Gerusalemme che propone di abbandonare il popolo ai soldati nemici per salvarsi la pelle. Dice proprio “È una vera disgrazia per il popolo, ma è la volontà del Signore”. Baliano non lo considera neanche. Sono tutte cose vere, documentate, a parte ovviamente le testuali parole.

E ora il fondo storico. Si sa di un certo Baliano di Ibelin, ma non era francese. E nel 1184, anno cui fa riferimento il film, aveva fra i 40 e i 45 anni. Aveva un fratello, anche lui Baldwin (italianizzato in Baldovino) e con lui si oppose alla reggenza di Guido di Lusignano e sua moglie Sibilla. Anche il re Baldwin provò  ad ostacolare Guido, nominando un altro erede, ma quando entrambi (il re e l’erede) morirono, Guido divenne re effettivo di Gerusalemme, e Baliano fu costretto a rendergli omaggio, poichè aveva una figlia – Isabella – che aveva cercato di porre sul trono. Chissà che per lei non ci fosse speranza, casomai Guido morisse? Il fratello di Baliano, invece, se ne andò in esilio volontario ad Antiochia, lasciando tutto a Baliano.

Costui non ha buona fama presso le fonti dell’epoca, poco affidabili. Si dice che partecipò alla battaglia di Hattin insieme a Guido, perse l’esercito (più o meno come nel film, anche se lì si era rifiutato di andare a morire in una battaglia persa in partenza), ma fuggì a gambe levate verso i suoi possedimenti, come un codardo – e così anche Guido e gli altri nobili – , per portare in salvo la famiglia. Giunto a Gerusalemme, la difese solo dopo le insistenti suppliche della popolazione, che vedeva già la rovina all’orizzonte. Come se non bastasse, accettando di combattere infranse un giuramento prestato a Saladino, che gli aveva concesso di raggiungere la famiglia a patto che non lo combattesse.

E poi consegnò la città, ma 7000 cittadini maschi dovettero pagare un indennizzo ai Saraceni. Chi non ne era in grado fu fatto schiavo, salvo poi essere affrancato dallo stesso Saladino, evitando l’ennesimo bagno di sangue.

La sconfitta dei Cristiani fu anche morale: quando essi avevano strappato la Terra Santa agli Arabi, una novantina di anni prima (1099), i Crociati avevano trucidato la popolazione inerme, fatta perlopiù da mercanti musulmani, donne e bambini. La tormentata storia di Gerusalemme, infatti, è piena di uomini che preferiscono morire dal primo all’ultimo invece di arrendersi. Era successo anche mille anni prima, col romano Tito, figlio di Vespasiano, che aveva cinto d’assedio la città e vi era entrato solo quando tutti gli uomini abili si erano avvelenati, stesi uno di fianco all’altro. Un orrore.

Su Baliano ci sono innumerevoli leggende, ci sarebbe da raccontare per altre due ore, ma quello che ho scritto è ciò che ho ritenuto ragionevolmente certo. Spero di non avervi annoiato, ma anche io devo fare l’esperta ogni tanto, sennò mi sento incompetente!

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3 thoughts on “Ora E mai più!

  1. Ciao,
    Templari,altomedioevo,fortificazioni crociate son stati per alcuni anni la mia passione (..specialmente la ricerca delle loro pergamente,sia originali che trascritte nell’ incomparabile M.G.H.) ma ora è acqua passata..e da parecchio.Scrivo perchè un pò di tempo fa ho acquistato il film “Le crociate”…(l’avevo già visto alcuni anni fa…e non mi aveva particolarmente convinto…inoltre sono molto perplesso su quanto ho visto inerente alle tecniche di combattimento..ma ne parleremo..)……e dopo averlo rivisto ho cominciato ad osservare i personaggio e come sono delineati.
    ..A proposito…effettivemente la chiesa non fece una gran figura nella caduta di Gerusalemme,in quanto,quando fu necessario raccogliere denaro da dare a Saladino per riscattare i prigionieri = il patriarca rifiutò di rininciare al suo tesoro.Assolvo invece gli ospitalieri (concessero una parte del denaro affidato a loro daEnrico II) e i Templari (diedero denaro di tasca propria. Ma non sono solo qui per questo.
    In questo film,(..che però mi sembra che ad Amnell non piaccià..) noto (caratterizzate nei vari personaggli)..parecchie “tipologie” di “amore” e “amicizia”.
    Giusto ieri (su un altro post) parlavamo di arrabbiature (capitolo chiuso)..ma anche di amore e amicizia.
    Chiedo cortesemente consulenza (…raramente lo faccio..)…ma voi cosa vedete nel film (di questi 2 sentimenti) ?
    Sono io che ho le traveggole ?

    PS.x Amnell
    Mi interessa molto sentire una tua opinione.

    PS X Kahlan
    Mi interessa molto anche le tua …e non fare la “ritardataria” come al
    solito…ti garantisco che siamo IN DUE ad apettarti..e senza pregiudizi.
    Ci hai mostrato che dietro ad un pesante portone di legno ricoperto da borchie di ferro ci può essere un giardino incantato..non richiudere (..ne il portone…ne TE).

    Siate serene…

    Gladiumibericum.

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    • Gladium, ho detto che non mi sarei impicciata nelle parti di commento in cui interpelli Kahlan, ma in questo caso devo precisare che, quando dici “siamo IN DUE ad apettarti”, sbagli. Io non ‘aspetto’ nessuno, non ne ho bisogno. Se qualcuno si sente di commentare, cioè spendere del tempo per me, sono felice e grata, ma la mia serenità non è minimamente influenzata da un paio di commenti. So bene che non intendevi questo, ma dovevo puntualizzare a beneficio di altri.
      Sono passati più di nove mesi da quando scrissi questo post, e ora devo dire che il film è uno di quelli che più mi piace riguardare quando ho tempo.
      Sull’amicizia, mah, io non ne vedo. Quello che lega Baliano al principe arabo, di cui mi sfugge il nome, è più un codice d’onore. Altri esempi non mi sovvengono.
      Sull’amore… eh, anche qui, è mescolato alla politica. Personalmente, non trovo molto corretto da parte di Baliano imporre a Sibilla la scelta fra lui e il regno: c’è tutto di fanatico e nulla di giusto in ciò. Sibilla non dovrebbe accettare un simile ricatto, non dovrebbe amare una persona simile, e invece si umilia scegliendo il meno peggio.

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      • Giusto.
        preciso :
        c’è una persona sul blog (io) che aspetta anche il commento di Kahlan.

        C’è una persona sul Blog (.. Amnell) che è al corrente che Kahlan potrebbe rispondermi. E che (se Kahlan risponderà in maniera costruttiva) lascerà che dialoghiamo sul blog.

        Chiedo venia.

        Aspetto anche commento di Kahlan prima di rispondere sul film..

        Gladiumibericum

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