Beati i poveri di spirito…

…o forse no. Io, personalmente, egoisticamente, cinicamente, spererei che un “povero di spirito” fosse dannato per l’eternità, non che si mettesse a governare quell’insieme di grasse mucche ruminanti che è l’umanità. Senza nulla togliere al meraviglioso concetto della nobiltà dello spirito umano, in cui credo appassionatamente; poichè la nobiltà è un’idea che risiede nelle menti di pochi…

Ma andiamo con ordine: prima dobbiamo capire con esattezza cosa Mister Vangelo voglia comunicarci per vie traverse col termine “povero di spirito”. Perchè è tutto da vedere!

Nel linguaggio comune un povero di spirito ha la caratteristica di aver poco sale in zucca. Quindi stiamo allegri, perchè quando arriverà il Regno dei Cieli (non vi sembra di sentir parlare un comunista vecchio stampo riguardo alla rivoluzione proletaria?? Che poi, senti senti, non arrivò mai…), quando arriverà il Regno dei Cieli, dicevo, potremo finalmente essere in pace: tutti i torti verranno puniti…dagli stupidi che ci/vi governeranno! Non vedo l’ora. Almeno gli zotici cui ci inchiniamo ora sono furbi!

Oh, c’è un mucchio di citazioni assurde nello stesso verso, che il saggio Matteo ci rivela essere parole di Dio. A questo punto, dovrei credere che Matteo fosse un traditore, visto che cercava di far sfigurare il Vostro Padrone in modo così lampante!

Per chiarire, sono sicura che queste frasi vi evocheranno qualche ricordo:

1. Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

2. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

3. Beati i miti, perché erediteranno la terra.

4. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

5. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

6. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

7. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

8. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

9. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Ma ci sono pure i guai! Eccone alcuni: 

1. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.

2. Guai a voi che ora siete sazi, perché patirete la fame.

3. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.

4. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.

Bene! Non vi sembrano parole di pace, giustizia, razionalità??

E non venitemi a dire che sono frasi che vanno prese come un’allegoria: come posso vivere seguendo i dettami di un libro che non mi dice chiaramente cosa devo fare e soprattutto perchè, ma che va continuamente interpretato? Se il suo scopo è quello di dare una morale ai lettori – cosa che in effetti è, dato che non si tratta certo di una fonte storiografica! – , allora quello che c’è scritto serve da esempio, per semplificare la comprensione anche a gente poco “divinamente (i)spirata”. Va preso alla lettera!

In ogni caso, le frasi che vi ho riportato sono proprio difficili da fraintendere. In pratica, Gesù, prima di morire, fa il testamento: il paradiso agli stupidi e ai perseguitati dalla giustizia (cioè a ladri e assassini?) e la terra ai miti. Il resto va in beneficenza: consolazioni agli afflitti, vendetta ai vendicativi, misericordia ai misericordiosi, visioni ai puri, dicerie di essere i figli (illegittimi? Con chi si è tradito?? Infedele!!) di Dio ai pacifisti, nonchè una generica beatitudine a quelli che si fanno martirizzare per Lui.

Roba che si commenta da sola. Aggiungo solo che, se si ha a cuore la vera giustizia, essere ‘miti’ e ‘misericordiosi’ è un’ingiustizia! Chi risparmia un colpevole punisce un innocente.

Particolarmente disgustosa è però la parte delle punizioni: si condannano i ricchi, che hanno lavorato una vita e ora godono giustamente dei loro sacrifici, prevedendo per loro un’eternità passata in miseria. Si minaccia chi ha di che sfamarsi, perchè verrà condannato come se l’avesse rubato. Si disprezza chi è felice – magari perchè ha trovato la persona che ama – , destinandogli un futuro di lacrime e sangue. E si prova un astio incredibile per coloro che, magari con la loro rettitudine, si fanno amare da tutti: per loro non ci sarà consolazione, poichè verranno abbandonati dai loro cari…

Vedete, è questo che la religione ci offre: un modo in cui sfogare il nostro odio per chi sta meglio di noi. Questa è la miseria più profonda. Questo non è ciò che cerchiamo nella fede!

La fede ci fa macerare nell’odio di noi stessi e degli altri. La fede ci promette lacrime e sangue innocenti.

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3 thoughts on “Beati i poveri di spirito…

  1. Sono d’accordo in linea generale, ma non con la tua interpretazione della frase “Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.” All’epoca della scrittura dei Vangeli la ricchezza era qualcosa che si ereditava, non che si guadagnava lavorando “una vita”: la quasi totalità dei ricchi, perlomeno Romani, non lavorava cinque minuti in tutta una vita (beati loro, aggiungerei “^_^). Persino chi all’apparenza si era “fatto da solo”, come molti liberti, ci era riuscito solo grazie all’appoggio di qualcuno potente (solitamente gli ex-padroni, che spesso lasciavano in eredità le proprie fortune proprio ai liberti).
    In effetti, questo discorso dimostra ancora di più come qualunque “rivelazione” sia destinata a diventare obsoleta… “^_^

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