Buon compleanno, Margherita

Oggi sarebbe il compleanno della compianta Margherita d’Austria-Stiria, quella della pizza. E’ anche l’anniversario della morte di Charlie Chaplin, se è per questo. Non so cosa ve ne potrebbe importare.

A due giorni dalla fine dei Ludi del Sole, oggi è arrivato il Dies Natalis Solis Invicti. Voglio approfondire questa faccenda.

Innanzitutto quel ‘Solis‘ si può riferire a tre diverse divinità: l’imperatore Elagabalo (Antonino della dinastia dei Severi), Mitra e Sol. Il culto si rifaceva a quello del Sol Indiges, di antiche origini agresti, ormai decaduto. Invictus perchè era uno dei tre titoli dell’imperatore: “Pius, Felix, Invictus”. Insomma, ce le aveva tutte: devoto agli dèi, fortunello e ovviamente imbattuto.

Mitra, divinità che mi affascina non poco, era di origini indiane e persiane. Si diffuse nell’Impero soprattutto fra i soldati, tanto da essere a volte identificato con Marte, già dal I secolo a.C., ma non sono chiari i collegamenti fra il Mitra del pantheon indù e quello dei culti misterici romani. Forse hanno solo il nome in comune, forse sono appunto lo stesso dio. Comunque, faceva appunto parte di un culto misterico, cioè che si svelava a poco a poco attraverso delle prove/purificazioni che l’adepto si prendeva la briga di fare via via. Insomma, c’erano dei gradi: non tutti gli adoratori di Mitra sapevano le stesse cose su di lui.

In Persia in particolare assunse un grandissimo prestigio, tanto da essere addirittura associato ad Ahura Mazda (in questo senso i Persiani erano sostanzialmente monoteisti, perchè le divinità minori avevano suppergiù lo stesso ruolo degli angeli per cristiani, ebrei e musulmani). Ecco perchè moltissimi sovrani nel regno di Pergamo e in Partia si chiamavano Mitridate: significa “Dono di Mitra” e quindi del Sole, come lo era in Egitto il faraone. In India era protettore dell’onestà e dell’amicizia e sempre associato al Sole.

I Romani invece, poichè lo conobbero in tempi di grandi contrasti, fra guerre civili e sociali, congiure e invasioni di popolazioni sconosciute (il I secolo è dominato da Cesare e Augusto), modificarono il culto fino a farlo diventare piuttosto sanguinario: si iniziarono a sacrificare i tori, cosa inammissibile nella cultura indù, rispettosa di tutte le forme di vita (o così vogliono farci credere).

Una curiosità: Mitra, nelle sue raffigurazioni, è un baldo giovane che indossa le brache, indumento pressochè sconosciuto a i Romani e molto disprezzato, mentre per sgozzare il toro usa un gladio. Non so perchè, l’ho notato mentre mi stavo documentando per questo articolo. Inoltre indossa un berretto frigio: probabilmente i Romani non permisero mai che il volgo si dimenticasse che Mitra era un dio ‘forestiero’.

Non ho intenzione di parlare in dettaglio della tauroctonia, perchè i graziosi animaletti associati all’atto di sgozzare il toro fanno delle cose anche meno graziose, che richiederebbero un paio di parole che non desidero compaiano sul mio sito. Comunque, vi posso dire che gli animaletti di cui sopra sono un cane, un serpente e uno scorpione: i primi due si abbeverano alla ferita al collo del toro, dalla quale schizzano gocce di sangue. Lo scorpione non ve lo dico cosa fa.

Ora, immaginate cosa farebbero i Romani nel Dies Natalis Solis Invicti: a tutti piace pensare che le loro feste fatte di banchetti luculliani si concludessero con le famose orge. Ma non è proprio così. Certo, come oggi, la tendenza era quella, ma solo negli strati sociali più bassi, quelli che andavano a festeggiare nelle piazze, per capirci. I signori facevano tutt’altro (a parte Mecenate, appassionato filoellenico ormai effeminato dal troppo sapere). Non avete idea di cosa ingurgitassero…per poi vomitarlo volontariamente, non c’era mai abbastanza spazio nello stomaco per tutto il cibo che bisognava assaggiare! In effetti, se foste stati invitati ad un banchetto del divino imperatore, non sarebbe stato strano vedere gente riccamente vestita che si appropinquava sorridente ad una grande vasca interna alla domus, per poi ficcarsi due dita in gola e vomitare le squisitezze fagocitate mezzora prima.

Ma è Natale, e a Natale siamo tutti più buoni! Spero non stiate mangiando…io sì e non mi fa esattamente schifo. Vi risparmio il resto, ci tornerò più avanti. Adoro i Romani!

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2 thoughts on “Buon compleanno, Margherita

    • Oh, mia cara Kahlan SuperStrada, io e te siamo come nome e cognome: legati per la vita (e la morte, se è per questo)!! XP
      A parte gli scherzi malvagi, mi devo documentare su questa faccenda del vomitare…non mi ricordo dove diavolo è che le ho lette, corpo di mille polpi sanguinolenti!

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