Intenzioni e Fatti

Sono una persona molto decisa, lo sapete: una volta che arrivo alle mie conclusioni, vado dritta all’obiettivo e non ammetto dubbi, errori o ripensamenti.

Tuttavia, c’è un dilemma che mi sta togliendo il sonno da un po’. Ora mi confido con voi, pochi Eletti.

Il problema è: le intenzioni valgono quanto i fatti?

Me lo sono posta leggendo la Spada della Verità. La situazione era pressappoco così: Richard ama immensamente Kahlan, e trova un tipo di nome Tristan Bashkar che pugnala un cuscino dove sospetta ci sia il collo della donna. La congiura è dunque sventata, ma ora deve arrivare la condanna: sebbene Bashkar abbia voluto uccidere Kahlan, non l’ha fatto…quindi? Possono farlo giustiziare, non a causa dei fatti, ma degli intenti? Richard dice che per lui l’intenzione corrisponde al fatto, Kahlan dice che non è giusto…

Io sono portata a credere a Richard. Tra l’altro questo è il libro della Quarta Regola: c’è una componente magica nel perdono – è questo che io non capisco. Quindi lo scrittore ha lasciato volutamente in sospeso la questione, infatti Tristan viene ucciso senza l’approvazione di Kahlan.

C’è anche da chiedersi se c’era un’altra soluzione oltre ad ucciderlo: se gli fosse stata concessa la grazia, avrebbe riprovato ad uccidere Kahlan? Ma prima di tutto rimane da stabilire se è giusto o no che Bashkar muoia! Cleobulo, uno dei Sette Savi, diceva che chi risparmia i colpevoli punisce gli innocenti. Si può essere colpevoli di aver pensato qualcosa? Sappiamo per certo che non si sarebbe ricreduto due secondi prima di uccidere Kahlan, perchè ha affondato più volte il coltello nel suo cuscino.

In più consideriamo che Richard non condanna Tristan per una cosa che ha fatto a lui, e che quindi gli può perdonare, ma per il tentativo di uccidere un’innocente: pur perdonandogli il dolore che gli ha causato, non ha il diritto di perdonarlo per il pericolo che ha fatto correre a Kahlan. Se e quanto la ami non c’entra: Richard è una persona di profonda integrità morale, per lui tutte le vite contano allo stesso modo.

Richard ha posto fine alla minaccia anche per tante altre persone innocenti che Tristan avrebbe danneggiato, in un modo o nell’altro, poichè è chiaro che non era guidato dalla ragione e quindi un pericolo per tutti i giusti.

Non so. Voi cosa mi dite? Ovviamente siete tutti contrari alla pena di morte, ma siamo in un romanzo e colui che ha il potere assoluto è una persona cui tutte le persone ragionevoli affiderebbero la loro stessa vita. Lo giuro. Facciamo una speculazione insieme! Filosofeggiamo!

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8 thoughts on “Intenzioni e Fatti

  1. Ciao,
    Certo che per te dilemmi semplici….. maiiiii!
    Se vuoi ti parlo come parlerebbe un saggio….chi uccide la vita non ama la vita……o come la bibbia : ..mia è la vendetta…..ecc.ecc.ecc.
    Ma se ti parlo come Gladium (…magari sbagliando…) non è meglio?
    ..provvedo subito…. Se fossi stato Richard avrei potuto scegliere solo fra due possibilita….1a=giustiziare tristan…2=dormire tutte le notti nel letto di Amnell,nel suo posto.Quindi (visto il dolore che darei ad amnell nella 2a possibilità) ritengo giusto giustiziarlo.

    PS.
    Nal caso amnell fosse veramente stata uccisa….in quel caso
    avrei attuato la 2a possibilità,sperando che tristan tornasse…….e poi avrei lasciato scritto di eseguire poi la 1a.

    Gladiumibericum

    (Non lascio commenti ai tuoi post su Roma…..mi piacciono moltissimo..
    e basta)

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    • Grazie per avermi lasciato ancora una volta la tua opinione!
      Io credo che, chiunque sia quello che ha detto “chi uccide la vita non ama la vita”, sia un po’ di tutto meno che saggio. A volte bisogna saper sacrificare anche delle vite in considerazione di tutte le altre.
      La Bibbia… ehm, diciamo che la reputo scadente come raccolta di aforismi. Invece mi trovo abbastanza d’accordo con te: anche io ucciderei il Tristan della situazione, mentre, se Kahlan fosse morta, avrei attuato la mia vendetta personalmente – o sarei morta nel tentativo. E poi avrei vissuto fino a che non avessi compiuto tutti i miei doveri nei confronti degli altri, cioè probabilmente fino alla morte naturale.

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  2. Non male neanche il tuo disegno!
    Ma io non so se avrei attuato personalmente la vendetta (…in un simile momento,l’umanità che abbiamo in noi stessi potrebbe perdersi…e io non
    vorrei diventare peggio dell’assassino).
    Comunquè ,tassativamente,non avrei voluto sopravviverle che per una manciata di minuti (..e anche se avessi voluto fare il contrario = non sarebbe poravissuto il mio cuore…).

    Ps
    Però non prendermi per un molliccio,melanconico,amante da cuore infranto.(Anche mio padre era come mè)

    Gladiumibericum

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    • Capisco il tuo punto di vista, però secondo me vendicare l’uccisione di un innocente è solo un atto di giustizia: non ti rende peggiore dell’assassino, semmai ti eleva.
      E mettiamo che tu e la tua amata abbiate dei figli: muore lei e tu li lasci orfani di entrambi i genitori? Mi sembra un po’ egoista come ottica…

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  3. Ma il riferimento era a Richard…e io non avrei voluto continuare a vivere…

    Comunque centro!!!!!!
    Nel reale un figlio sarebbe l’unico motivo per continuare…..

    (..e nel caso anche i genitori che meritano che ricambi quanto ti hanno dato nell’infanzia).

    Ma non è che a forza di commentare post di questo tipo diventi un pochino,pochino romantica? (..o un filino lo sei già ?…)

    PS.
    Non è forte solo chi nasce forte,ma anche chi vince la sua debolezza.

    Sogni d’oro

    Gladium

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    • Un po’ romantica lo sono, come tutti ho un pizzico di ogni qualità possibile in me, solo che non amo questa caratteristica. E poi, vedendo che il post sull’amore sta avendo un certo qual successo, inizio a rivedere certi aspetti di me. O almeno così credo, si vedrà sul lungo termine.
      Ah, sì, il riferimento era a Richard, ma non ho resistito a fare un esempio concreto! 😀
      Buona serata ^_^

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  4. Ciao,

    Stasera mi sono ritagliato qualche minuto per scriverti.
    Ho letto la risposta e non ho potuto fare a meno di notare un cambiamento in te.All’inizio mi avevi colpito per la tua durezza (che considero una bella virtù,se l’uso è buono) ora vedo invece la forza.
    Quando la tua forza viene protetta e corazzata dalla durezza,e chiaro che diventi invulnerabile ai dolori,agli attacchi esterni,e a tutto quello che può infastidirti, ma chi da fuori ti vuol comprendere resta spaventato dal rischio di ferirsi e quindi non osa rischiare.
    Può essere vero anche il contrario,il rischio attira (specie quando si ha la sensazione di aver trovato qualcosa di speciale) e qualcuno ti avvicina propro per questo,io ad esempio (pur avendo una compagna dolcissima) amo anche parlare con persone forti (..però non banali..) ma non tutti la pensano cosi’.
    Io penso che tutti quelli che leggono i tuoi post non possono non restarne colpiti (…nella misura più vicina alla loro dimensione..) …ma forse percepiscono nel loro subconscio un timore che li porta a passare oltre.
    Io penso che se saprai mostrare tutta la tua forza,senza la durezza,.tutto il tuo cervello,senza dimenticare il cuore…..tutto il tuo coraggio,senza ammantarlo di asprezza …. sarà impossibile che non sentano il desiderio di conoscerti.
    Queste parole sono sono quello che sento…e quelle che dico perchè vedo veramente del bello in te.

    PS.
    Queste cose le ritengo già un pochino troppo nel personale….se mi verrà di scriverne altre…lo farò via e-mail.

    PS.
    Non sei tenuta a rispondere..ma se lo farai…mi piacerebbe vedere un altro pochino della Amnell (nascosta).

    Gladium

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    • Le tue parole arrivano nel momento migliore possibile, Gladium. Come vedi dai commenti particolarmente affettuosi cui ho fatto fronte oggi, era inevitabile che mi permettessi un paio di considerazioni più distese, cosa che farò ora. Intanto, grazie per aver trovato del tempo per tornare qui, cosa niente affatto scontata.
      Onestamente, non pensavo di apparire così algida a chi non mi conosce, né di ispirare timore, ma mi rendo conto che, col filtro che applico su questo blog, una cosa simile sia più che possibile.
      Credo che questa sorta di sentimenti che esprimo ultimamente sia una reazione involontaria ad altre pressioni esterne. Mai come in questo periodo sono soggetta a stress, nervosismo, rabbia. Quindi, suppongo che la reazione naturale, dopo diverse settimane così, sia il crollo. Per crollo, sia chiaro, intendo semplicemente la voglia di parlare di sentimenti “buoni”. E così eccoci qua, su un blog aperto a tutto il mondo, dove ormai tutti sono a conoscenza della metà più squallida della mia vita. Se non è demoralizzante questo! Però hai detto bene, sono forte e mi ci sento, e questo è tutto ciò che conta, anche se a volte appaio fin troppo vulnerabile. In realtà sto bene, non c’è da preoccuparsi: le emozioni vanno e vengono. Non che poi abbia chissà quali problemi schiaccianti, eh, è l’età. 😉
      Credo che il tuo sia un consiglio valido. Non certo di facile attuazione, ma ci lavorerò. Quindi, per la millesima volta, ti ringrazio. ^_^

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