Del Furore

Oggi ho sentito la più grande sciocchezza di tutta la mia vita: Diciamolo, alla fine, gli stupidi non esistono. Guardate, se prima avrei potuto avere dei dubbi sulla loro effettiva esistenza, adesso sono stati pienamente fugati. Perchè questa frase è stata cantata in coro da due bambine della mia classe già sospettate di stupidità.

Come dire, le persone sono tutte uguali. Certo, uno stupido non si rende conto del suo handicap, si sente identico agli altri. Povero piccino!

Se Uno (poveretto sì questo signor Uno, è il prezzemolo di tutte le minestre!) non capisce che i numeri naturali vanno di unità in unità, non è mica perchè è povero di spirito. No, la stellina ha studiato poco. Se glielo richiedi dopo che l’ha letto sul libro, capace che te lo ripeta. Perchè lui impara dai suoi errori. La solita scusa insignificante. Si dovrebbe imparare non a trarre insegnamento dagli errori, ma a correggersi prima di farli. Non tutti i problemi hanno una soluzione.

Ho sentito le stesse persone fare i complimenti ad un altro mio compagno di classe per la sua intelligenza. Se fossero tutti intelligenti, nessuno potrebbe distinguersi dagli altri. In più fare i complimenti per l’intelligenza significa diverse cose:

  • Ci si reputa stupidi e dunque si prova invidia per il normodotato (ma se uno ha il presentimento di essere un imbecille, proprio così idiota non è…);
  • Si fa una gaffe orribile: ci si complimenta per qualcosa in cui non rientra l’abilità! Un bel complimento inizia per “come sei stato bravo a fare…”, le doti di natura non implicano altro che il caso;
  • Al complimento segue quell’immancabile e gravoso “grazie”, che fa pesare al genio la sua diversità e non gli concede neanche un pochetto dell’orgoglio che si sperava di regalargli. Un complimento fa piacere come coronamento dei propri sacrifici!

Gli idioti esistono eccome. Sono quelli di cui conosciamo sempre il modestissimo parere, anche quando non ce l’hanno. Quelli che ridono, non fanno altro che ridere. Sbagliano, e ridono. Ti vedono, e ridono. Starnutiscono, e ridono. Sanno sempre come dovresti fare, ti dicono che dovresti cambiare quel lato del tuo carattere – ma questo solo se sono amici tuoi – e non conoscono nessuna delle persone di cui si circondano. Quindi sbaglieranno puntualmente regalo al vostro compleanno, rassegnatevi.

Come vedete, non mi riprendo in fretta da mazzate del genere di quella sopra, resto arrabbiata nera per giorni e giorni. E giorni. E giorni.

Poi, con l’invaghirsi del ricordo, perdo la memoria delle mostruosità che sento, e ricomincio. Non sono proprio capace di rassegnarmi. Sapete la mania di dare sempre la fatidica “ultima possibilità”? Non significa perdonare, però!

Almeno una corazza c’è: il cinismo. Quindi consoliamoci da soli, amici miei: non avremo mai le chance che concediamo a coloro che perdoniamo.

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