Un racconto


Oso sottoporvi un raccontino, non linciatemi. Vogliate invece smontarlo e demolirlo, calpestarlo e sputacchiare su ogni minimo dettaglio che non vi garba, basta che mi diciate perché.
In teoria ha un seguito, ma è probabile che questa follia finirà qui. Giusto per mostrarvi il tipo di personaggio che mi piace.

amour_sep2[1]

BENVENUTI A *****
CITTÀ NON SOTTOPOSTA AL REGIO DECRETO NO. 9891

Fantastico, pure qui.
Inclino la testa e mi passo un indice sul naso, punta-radice, radice-punta. O arrivo in centro e guardo com’è messa la gente o mi giro e cerco altrove. Lascio cadere la mano e socchiudo gli occhi. Magari puoi fare entrambe le cose, imbecille.
Non mi insulto mai in prima persona.
Tiro in piedi la Ducati. Già, devo ricordarmi di… okay. Pochi minuti di corsa e vedo un arco di trionfo romano a cavallo della strada. Piano, piano, vediamo com’è conciata la base… Beh, piuttosto male: di colpo ruota di novanta gradi. Non me lo sono ricordato per niente, cavolo! Di nuovo! ‘Sto giro mi sono slogato la caviglia, sta’ a vedere!
Striscio via da sotto quella moto infernale e controllo i danni: il piede funziona ancora, ma si vede che è al limite delle sue possibilità. Ti credo, è ora di pranzo e sono già tre volte che ci casco sopra. “Fa niente, fa niente!”, dico. Non c’è nessuno in vista. Strizzo gli occhi e ne cola una lacrima.
Non piangere, tesoro, è solo un po’ di bua.
Mi avvicino all’arco, un po’ saltellando e un po’ zoppicando. Il lato che dà sul mondo è stato sbiancato di recente, quello opposto è verniciato di nero. Con una bomboletta spray, ci scommetto. Che sfiga. Ci sarà almeno del cibo? Mi giro verso il centro, resto in una posa graziosamente indecisa per un secondo e poi scatto. Cioè, vorrei scattare, ma la gamba offesa mi concede solo una blanda corsetta. Due ali di folla invisibile applaudono lo stesso, un cronista fantasma urla “E va a vincere!” e io mi fermo nel centro della piazza. Un inchino, due, tre. Okay, sto esagerando. Quando mi ricompongo stanno già iniziando ad affluire i primi spettatori, quelli veri.
“Signore e signori, buongiorno! C’è mica nessuno che mi dà da mangiare?”
Troppo piano.
“Cibo, cibo! Voglio! Del! Cibo!”
Una ventina di sopracciglia inarcate. Prima prova fallita. Proviamo con qualcosa di più mirato.
“Oh, ma come siete generosi! Troppo, troppo buoni! Grazie!”
Guance che si arrossano, sopracciglia in picchiata, pugni in aria. Ecco, ci siamo.
“Ma come… generosa a me?”
“Ma per chi mi prende?”
“Tirchio, io sono tirchio! Eccone la prova!”
Volano le prime pagnotte. Guarda, una pizzetta! “Ehi, chi è che ha tirato il pomodoro? Male, signora, molto male.”
Qualcosa la prendo al volo, il resto lo raccolgo gattonando. C’è così tanta roba che posso anche mettere in borsa solo i pacchetti sigillati.
“Guardalo, lo scemo!”, urlo al bimbo che mi ha lanciato un panino. Il contenuto giace sparso a ventaglio ovunque, sembra un puzzle per dementi.
“Papà, hai sentito cos’ha detto il signore? Che sono scemo!”
Un energumeno si avvicina al moccioso e gli passa una specie di badile con cinque dita sulla testa. Oh-oh. Faccio un passo indietro. “Bravo ragazzo, che ti dicevo? Non devi dar retta a chi dice che sei acuto. I più grandicelli vedono che hai una marcia in meno”, e mi fa l’occhiolino.
Fu così che il Regio Decreto 9891 mi salvò i denti.
“Bene, cari, la mia visita si conclude qui. So che è stato un onore vedermi e che vorreste ricambiare con una piccola offerta di denaro, ma proprio non posso trattenermi.” L’ho infiorettata troppo: i tempi di reazione sono più lunghi, ma alla fine raccolgo lo stesso un paio di assegni. Sto pensando a qualcos’altro da spillare al mio pubblico quando vedo due divise rosse. Meglio squagliarsela. Carico la borsa sul lato sano e faccio dietrofront in un unico movimento. Che classe! La ritirata è sempre tranquilla, da quando ho capito come non dare nell’occhio.
La Ducati giace dove si è lasciata cadere. Disgraziata. Appendo la cartella dalla parte su cui non sono ancora caduto e guardo per l’ultima volta la piazza: i gendarmi hanno disperso la folla e sono rimasti dov’ero io poco fa. Si staranno chiedendo cos’è successo… no, non indovineranno mai. Probabilmente è lo stesso Decreto a impedirglielo! Sono al sicuro. Però se ho bisogno di tranquillizzarmi  significa che ne dubito.
Storco la bocca e metto in moto. Pure psicologo, adesso! Faccio inversione e torno da dove sono venuto. Ci sarà ancora un posto in cui tutti dicono ciò che intendono dire? E soprattutto, troverò qualcuno cui mungere della benzina prima di restare a piedi?
Certo. Con la mia solita fortuna.

amour_sep2[1]

Per i nuovi utenti, mi sento in dovere di specificare ancora una volta che non mi credo una scrittrice né voglio esserlo. Questo è un semplice esperimento – ed è già riuscito per metà, visto che mi ci sono un sacco divertita. Il che non significa che le vostre critiche dovranno essere meno rigorose, naturalmente.

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13 pensieri su “Un racconto

  1. Ciao Amnell, perché vuoi che il tuo racconto venga smontato? Mi piace, ha un sapore fantascientifico; in giro c’è di peggio. Il tuo blog mi piace molto, soprattutto la Storia, condividiamo la stessa passione. Con il tuo permesso, ogni tanto vorrei venire qui e partecipare a qualche discussione, ho riletto i tuoi vecchi post, a me piace discutere e confrontarmi. Ciao.

    • Ciao Mayra! Sei la benvenuta e i commenti sono sempre più che graditi.
      Di certo il racconto ha dei difetti, parte per me introvabili e parte che vedo ma non ho idea di come risolvere. Logicamente non mi piace l’idea di essere massacrata da un ipotetico recensore, ma mi sarebbe utile. In effetti il tuo “in giro c’è di peggio” mi fa capire l’entità del fiasco, LOL.
      Per quanto riguarda la tua partecipazione alle discussioni, temo che ciò sia inattuabile: dovrai creartele da te, altroché parteciparvi soltanto, visto che nessuno commenta i post storici! :P Anche se l’ultimo mese mi fa molto ben sperare.
      Grazie e a presto. :)

      • Nessuno commenta i post storici? Beh, conservali per me, gli adoro. Nessun fiasco, ha gli ingredienti giusti per diventare un ottimo romanzo fantascientifico. Ci si vede.

  2. Ho intenzione di mettermici d’impegno. Niente musica di sottofondo perché se non mi distrae, incollata alla scrivania fin quando non avrò finito. Lo giuro.
    Però devo già dire una cosa: non è il genere di racconto che si capisce alla prima lettura. In girò ci sarà di sicuro gente più sveglia di me, ma dopo averla letta una volta non avevo capito niente. Sono anche andata a cercare su google questo decreto regio N 9891, perché magari ti eri ispirata a qualcosa presente in un altro libro (e ho trovato una bellissima casetta in vendita Tennesse, che si trova al numero 9891!)
    La seconda volta ho cominciato ad attivare i neuroni e ho finalmente ingranato un po’. Alla fine lo spieghi anche: “Ci sarà ancora un posto in cui tutti dicono ciò che intendono dire?”
    Allora mi accingo a rileggere la storia per la terza volta.

    Il “Fantastico, pure qui” credo fosse quello che mi aveva un po’ tratto in inganno all’inizio: l’ho percepito come un’esclamazione sarcastica. Pensavo si stesse lamentando di ritrovare un altro posto così.
    “Beh, piuttosto male: di colpo ruota di novanta gradi.” Beh, piuttosto male immagino sia riferito alla moto perché non c’è più il corsivo, ma poi con “di colpo ruota di novanta gradi” non definisci il soggetto e potrebbe essere la ruota che gira, o tutto il motorino, o la base.
    Se Beh piuttosto male è riferito alla moto avrei due obiezioni da fare. La prima è soggettiva e di puro carattere semantico: se io sento che mi sto per ribaltare con la bici (il mio esempio di bolide) insulto a manetta. Io non sono l’esempio della finezza, ma immagino neanche lui :) Non c’è bisogno di scomodare tutti i santi del paradiso, solo un piccolissimo Cacchio, Cavolo o Oddio.
    La seconda è che si tratta comunque di una riflessione personale, e quindi dovrebbe essere in corsivo pure lei, eliminerei i due punti e proverei a dire è effettivamente caduto e che si è fatto male, così eviti un po’ il salto logico che ho percepito.
    “l lato che dà sul mondo è stato sbiancato di recente, quello opposto è verniciato di nero. Con una bomboletta spray, ci scommetto. Che sfiga.” Non riesco a capire perché! E’ legato alla storia del decreto?

    Per il resto adesso è tutto chiaro. Secondo me c’è una buona idea alla base, che potrebbe ovviamente diventare qualcosa di più corposo! Il personaggio mi piace, è un po’ il mascalzone senza scrupoli, no?
    Complimenti, e aspetto il seguito!

    • Anzitutto, grazie per aver usato tutto questo tempo a cercare di capire cosa farnetico, mi dispiace di averti arrecato tanto dolore! :(
      Questo è esattamente il tipo di critica che mi aspettavo, poiché la condivido. Però provo lo stesso a difendermi, se non altro perché ho ragionato su ogni parola. :)
      Partiamo dal presupposto che se un manoscritto non è comprensibile significa che è scritto male, non che è il lettore a essere tardo.
      Il “Fantastico, pure qui” in effetti è equivoco. Nella mia testa era davvero sarcastico, perché il protagonista è sfuggito a questo decreto, e io so che è l’unico – pensavo a Io sono leggenda, francamente. Da un lato è stufo di vivere con un decreto che fa parlare la gente “al contrario”, dall’altro sfruttandolo sopravvive facilmente. Avevo pensato che sarebbe stato chiaro sentendo parlare gli abitanti: ciò che dice lui è normale, ciò che dicono loro no. Qui credo che l’errore sia stato dare troppi indizi da tenere a mente in una volta sola.
      Non ho capito invece il problema con “Beh, piuttosto male”, scusami. Rispettando il Punto di Vista ho immaginato che quando si cade sembra che sia il mondo a ribaltarsi, finché non si atterra. Il discorso continua senza virgolette perché è un pensiero che la stessa voce narrante ha a posteriori, cioè non mentre vede l’arco “ruotare”. E poi, “piuttosto male” si riferisce alla base semplicemente perché è l’ultimo soggetto che incontri. Se avessi il dono della chiarezza, avrei scritto qualcosa tipo “la base è conciata piuttosto male, dato che a un certo punto la vedo ruotare”… ma sarebbe stato un errore di Punto di Vista, perché il protagonista non si accorge di stare cadendo finché non sente dolore alla caviglia. Nessun errore quindi tra corsivo e non corsivo, è proprio il salto logico a disturbare. Questo è uno dei difetti che ho notato senza saper correggere, mi dispiace. Forse avrei semplicemente dovuto spendere una frase di più per spiegare l’accaduto.
      Il dettaglio della vernice nera, e sul fatto che sia un brutto segno non viene spiegato, è solo un’anomalia. Se mai pubblicherò il seguito, lì troverai il motivo… ma concordo sul fatto che avrei potuto eliminarlo, perché lasciare il dubbio irrisolto non è bellissimo. (Sì, è una conseguenza del decreto, e questo è tutto ciò che volevo trapelasse ;) )
      Ecco, sono contenta che il protagonista ti piaccia! Per ora è la classica mezzacalzetta, ma più avanti dovrebbe evolversi in direzione negativa. Già ora gli ho fatto dare un po’ di matto. :D

  3. Le promesse le mantengo. Quindi, eccomi.

    Non mi dilungherò, soprattutto perchè Emiliailim3 ha già detto buona parte di ciò che avevo da dire.
    Sai qual è il problema principale con un raccontino del genere? Non è terminato, ma è solo una bozza, un qualcosa in bilico. Quindi, non è facile afferrarne il senso generale, ma questo gioca a favore dell’effetto sorpresa, ovviamente. Haha ;-]
    Un’altra cosa che mi ha interdetto è stata la scelta del corsivo per i pensieri del centauro. Personalmente, quando scrivo in prima persona, non differenzio i pensieri dalle parole effettive. Lascio che siano gli altri a cogliere la differenza. Peccato che così sia un tantino più laborioso, ma neanche tanto. Comunque, sono pure scelte stilistiche, eh.

    Per quanto riguarda la trama, interessante. Interessante. Soprattutto, la faccenda del decreto. Vogliamo il resto.

    • “Un’altra cosa che mi ha interdetto è stata la scelta del corsivo per i pensieri del centauro.”
      Okay, ho fatto una cavolata. Volevo far intendere che il protagonista racconta a episodio concluso, ma è superfluo.
      Per il seguito, okay. Mi prendo del tempo per capire come correggere i difetti che mi avete segnalato (e non è detto che ci riesca al primo colpo).
      Grazie infinite!

      • “Okay, ho fatto una cavolata”

        No. Come ho detto, sono scelte stilistiche. E’ che è difficile astenersi dal pensare e farlo solo ad episodio concluso. Non so se mi segui. Con quel ragionamento, ti ritroveresti a dover corsivettare tutto. La tua trovata resta comunque interessante, perchè torna utile in un possibile scontro tra protagonista e coscienza. La coscienza sarebbe ovviamente in corsivo. I pensieri del protagonista no.

        So di essere contorto nelle spiegazioni. Spero che almeno si colga qualcosina, haha °v°

        Comunque, di niente ;-]

  4. Pingback: Idee su “La chimera”, di Sebastiano Vassalli | Amnell

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